Presentata a Dimaro la nuova prima maglia azzurra 2012/2013
di Marcello Longarzo
E' partita la tre giorni dedicata alla presentazione ufficiale dei nuovi kit da gara del Napoli per la prossima stagione, stamattina è toccato alla prima maglia, quella Home azzurra, firmata per il quarto anno consecutivo da Macron.
Lo sponsor tecnico, in collaborazione con il club partenopeo si è ispitato al passato, il disegno rivisitato della casacca è quello della stagione 1984/1985 indossata da Maradona.
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17 luglio 2012
Ecco la maglia del Napoli 2012/2013
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30 marzo 2012
Il Fisco apre le porte a Maradona
di Marcello Longarzo
Dallo studio legale di Piazza Vanvitelli n.15, l'illustre avvocato partenopeo Angelo Pisani fa sapere che Diego Armando Maradona, sarà in udienza a Napoli la prossima settimana, esattamente il 5 aprile, per chiarire, esaminare ed eventualmente sanare la propria posizione nei confronti del fisco italiano.
Dopo 25 anni, si potrà finalmente risolvere l'annosa controversia legata all'ex calciatore argentino che lo ha tenuto lontano dalla 'sua' città, dalla 'sua' squadra e dai 'suoi' tifosi che non l'hanno mai dimenticato.
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha così commentato l'annunciato rientro in Italia del numero 10: "Maradona è il benvenuto se ha deciso di sanare la sua pendenza con il fisco... io sono un suo tifoso".
L'avvocato Pisani ringrazia e anticipa alcuni dettagli: "Ho letto le dichiarazioni di Befera nei confronti di Maradona, mi sembrano sagge ed affettuose, un apprezzata apertura nei confronti di Diego che non vuole privilegi, non chiede sconti e soprattutto ha il massimo rispetto per le istituzioni italiane. Pur essendo di fatto un uomo libero dal '94, quando i giudici penali e i magistrati della Commissione Tributaria Regionale Campania hanno escluso qualsiasi violazione fiscale nei suoi riguardi, Maradona ha chiesto di chiarire definitivamente la sua estraneità ad addebiti inesistenti e scandalosi per interessi stratosferici che Equitalia ha generato da un semplice dato informatico. A Diego non è mai stato notificato alcun atto, come del resto alla Società Calcio Napoli, e comunque quella fattispecie all'epoca non era prevista dalla legge come violazione fiscale. Oggi tra l’altro è in prescrizione oltre a non risultare possibile verificare i presunti accertamenti e la cartella. I contribuenti devono sapere che quando hanno ragione, possono chiarire le proprie situazioni e che le istutizioni sono amiche dei cittadini onesti".
Da Dubai, dove allena l’Al Wasl, il Pibe de oro gongola al solo pensiero di mettere piede in città: "Ci voglio andare io da Befera, è ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita e mi ha sottratto all'amore dei napoletani. Io non sono un evasore fiscale, ho in mano una sentenza del ’94 nella quale si dice che non devo nulla al fisco italiano, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perchè. Voglio chiudere la questione e tornare a Napoli dalla porta principale, voglio entrare al San Paolo libero di tifare la 'mia' squadra come tutti i napoletani. E poi voglio prendermi un caffè a piazza Plebiscito con Giordano, Carnevale, Renica e tutti i miei vecchi compagni".
Dallo studio legale di Piazza Vanvitelli n.15, l'illustre avvocato partenopeo Angelo Pisani fa sapere che Diego Armando Maradona, sarà in udienza a Napoli la prossima settimana, esattamente il 5 aprile, per chiarire, esaminare ed eventualmente sanare la propria posizione nei confronti del fisco italiano.
Dopo 25 anni, si potrà finalmente risolvere l'annosa controversia legata all'ex calciatore argentino che lo ha tenuto lontano dalla 'sua' città, dalla 'sua' squadra e dai 'suoi' tifosi che non l'hanno mai dimenticato.
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha così commentato l'annunciato rientro in Italia del numero 10: "Maradona è il benvenuto se ha deciso di sanare la sua pendenza con il fisco... io sono un suo tifoso".
L'avvocato Pisani ringrazia e anticipa alcuni dettagli: "Ho letto le dichiarazioni di Befera nei confronti di Maradona, mi sembrano sagge ed affettuose, un apprezzata apertura nei confronti di Diego che non vuole privilegi, non chiede sconti e soprattutto ha il massimo rispetto per le istituzioni italiane. Pur essendo di fatto un uomo libero dal '94, quando i giudici penali e i magistrati della Commissione Tributaria Regionale Campania hanno escluso qualsiasi violazione fiscale nei suoi riguardi, Maradona ha chiesto di chiarire definitivamente la sua estraneità ad addebiti inesistenti e scandalosi per interessi stratosferici che Equitalia ha generato da un semplice dato informatico. A Diego non è mai stato notificato alcun atto, come del resto alla Società Calcio Napoli, e comunque quella fattispecie all'epoca non era prevista dalla legge come violazione fiscale. Oggi tra l’altro è in prescrizione oltre a non risultare possibile verificare i presunti accertamenti e la cartella. I contribuenti devono sapere che quando hanno ragione, possono chiarire le proprie situazioni e che le istutizioni sono amiche dei cittadini onesti".
Da Dubai, dove allena l’Al Wasl, il Pibe de oro gongola al solo pensiero di mettere piede in città: "Ci voglio andare io da Befera, è ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita e mi ha sottratto all'amore dei napoletani. Io non sono un evasore fiscale, ho in mano una sentenza del ’94 nella quale si dice che non devo nulla al fisco italiano, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perchè. Voglio chiudere la questione e tornare a Napoli dalla porta principale, voglio entrare al San Paolo libero di tifare la 'mia' squadra come tutti i napoletani. E poi voglio prendermi un caffè a piazza Plebiscito con Giordano, Carnevale, Renica e tutti i miei vecchi compagni".
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22 marzo 2012
Coppa Italia: la storia del Napoli
Speciale TG 9 di Angelo De Nicola
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Napoli, dopo 16 anni è finale
Servizio TG 9 di Angelo De Nicola
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17 febbraio 2012
Un venerdì da leoni
di Marcello Longarzo
Stasera allo stadio comunale Artemio Franchi si gioca FIORENTINA - NAPOLI anticipo della 24^ giornata di Campionato di Serie A. Gli azzurri, a lavoro a Castel Volturno, preparano il match per scalare e risalire la vetta in classifica. Ballottaggio a sorpresa tra i pali, ad esordire contro i viola potrebbe essere Antonio Rosati. In difesa rientrerà titolare Paolo Cannavaro dopo la squalifica che lo ha visto fermo per una giornata, accanto a Campagnaro o Grava, probabile riconfermato, e Britos per dare un attimo di respiro a chi non si è mai fermato in questa stagione. De Sanctis, Aronica e Gargano dovrebbero riposare, mentre in attacco Pandev chiede più spazio.
In Champions League confermate le due giornate di squalifica per Walter Mazzarri, che salterà il doppio confronto con il Chelsea. Al suo posto in panchina siederà il vice Frustalupi. Convocati nelle rispettive nazionali in amichevoli internazionale, mercoledì 29 febbraio: Cavani, Gargano, Fernandez, Dzemaili, Inler, Zuniga e per la prima volta Campagnaro che ha così commentato: "Sono molto felice, condivido questa gioia con la mia famiglia, con i compagni di squadra e l'allenatore. Questa convocazione rappresenta per me una grande soddisfazione per quello che ho fatto finora ed una gratificazione per tutto l'impegno che ho messo sempre in ogni allenamento ed ogni partita. Non so se giocherò ma far parte del gruppo dell'Albiceleste è già motivo d'orgoglio”.
Dichiarazioni d'amore dall'Argentina di Maradona che ha manifestato il desiderio di allenare in futuro il suo Napoli.
Nella consueta conferenza stampa pregara, il tecnico viola: "Il Napoli è una squadra molto competitiva, sulla carta sono più forti di noi, ma siamo artefici del nostro destino e se saremo bravi a riattaccare la spina, visto che sono due settimane che non giochiamo, diremo la nostra". Delio Rossi dovrà fare a meno di Lazzari, squalificato e Kharja e Kroldrup, infortunati. In attacco si affiderà al tandem Amauri e Jovetic, centrocampo a cinque e difesa a tre.
Queste le formazioni in campo:
FIORENTINA - Modulo 3-5-2
Boruc; Gamberini, Natali, Nastasic; Cassani, Behrami, Montolivo, Salifu, Pasqual; Amauri, Jovetic
NAPOLI - Modulo 3-4-2-1
Rosati; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Inler, Dossena; Hamsik, Lavezzi; Cavani
Arbitro dell'incontro Daniele Orsato di Montecchio Maggiore (Vicenza), calcio d'inizio alle 20.45.
Stasera allo stadio comunale Artemio Franchi si gioca FIORENTINA - NAPOLI anticipo della 24^ giornata di Campionato di Serie A. Gli azzurri, a lavoro a Castel Volturno, preparano il match per scalare e risalire la vetta in classifica. Ballottaggio a sorpresa tra i pali, ad esordire contro i viola potrebbe essere Antonio Rosati. In difesa rientrerà titolare Paolo Cannavaro dopo la squalifica che lo ha visto fermo per una giornata, accanto a Campagnaro o Grava, probabile riconfermato, e Britos per dare un attimo di respiro a chi non si è mai fermato in questa stagione. De Sanctis, Aronica e Gargano dovrebbero riposare, mentre in attacco Pandev chiede più spazio.
La distorsione alla caviglia destra rimediata da Vargas, nel corso della partita contro il Chievo di lunedì, lo terrà fermo per un paio di settimane facendogli saltare in Cile la convocazione in nazionale.
Nel frattempo Pocho Lavezzi, 26
anni, attaccante argentino e icona dei supporters azzurri, in occasione
della presentazione del suo nuovo sito, fa sapere ai propri tifosi che
non si muoverà da Napoli, il contratto è lungo e qui si trova bene: "Voglio
vincere qualcosa! La finale di coppa Italia è l'obiettivo più vicino,
ma con il Chelsea è il top della stagione. La squadra è forte e non teme
nessuno. Adesso arrivano le partite difficili, la Coppa Italia è il
nostro obiettivo primario, siamo ad un passo dalla finale. La partita
contro la Fiorentina ci darà fiducia in vista della sfida con il
Chelsea, una delle partite più importanti della stagione".
In Champions League confermate le due giornate di squalifica per Walter Mazzarri, che salterà il doppio confronto con il Chelsea. Al suo posto in panchina siederà il vice Frustalupi. Convocati nelle rispettive nazionali in amichevoli internazionale, mercoledì 29 febbraio: Cavani, Gargano, Fernandez, Dzemaili, Inler, Zuniga e per la prima volta Campagnaro che ha così commentato: "Sono molto felice, condivido questa gioia con la mia famiglia, con i compagni di squadra e l'allenatore. Questa convocazione rappresenta per me una grande soddisfazione per quello che ho fatto finora ed una gratificazione per tutto l'impegno che ho messo sempre in ogni allenamento ed ogni partita. Non so se giocherò ma far parte del gruppo dell'Albiceleste è già motivo d'orgoglio”.
Dichiarazioni d'amore dall'Argentina di Maradona che ha manifestato il desiderio di allenare in futuro il suo Napoli.
Nella consueta conferenza stampa pregara, il tecnico viola: "Il Napoli è una squadra molto competitiva, sulla carta sono più forti di noi, ma siamo artefici del nostro destino e se saremo bravi a riattaccare la spina, visto che sono due settimane che non giochiamo, diremo la nostra". Delio Rossi dovrà fare a meno di Lazzari, squalificato e Kharja e Kroldrup, infortunati. In attacco si affiderà al tandem Amauri e Jovetic, centrocampo a cinque e difesa a tre.
Queste le formazioni in campo:
FIORENTINA - Modulo 3-5-2
Boruc; Gamberini, Natali, Nastasic; Cassani, Behrami, Montolivo, Salifu, Pasqual; Amauri, Jovetic
NAPOLI - Modulo 3-4-2-1
Rosati; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Inler, Dossena; Hamsik, Lavezzi; Cavani
Arbitro dell'incontro Daniele Orsato di Montecchio Maggiore (Vicenza), calcio d'inizio alle 20.45.
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20 novembre 2011
Prima del City il Napoli ricorda la madre del Pibe de Oro
Non c'è tempo per pensare ai due punti perduti con le aquile laziali, non c'è tempo per rivedere la posizione dell'attacco azzurro al momento del gol del vantaggio, non c'è tempo per nulla poichè al San Paolo dopo l'uscita dell' ex arriverà stasera il Manchester City.
E' un nuovo appuntamento con la storia quello che martedì sera allo stadio di Fuorigrotta, il Napoli e i suoi tifosi non possono perdersi. Un solo risultato è utile, a questo punto, per continuare a sognare l'asinello che vola verso un ottavo di finale di Champions League. Volere è potere e, nel caso dei partenopei, non sono le motivazioni di certo quelle che mancheranno. Basti pensare, solo per un attimo, a quanto è stato seminato e raccolto sul manto erboso del tempio del calcio napoletano.
Dalla serie C alla serie A, da matricola che umilmente riprende a calcare i primi campi del massimo campionato ad alternativa per il ruolo di capolista, fino a ritagliarsi il meritato posto nel girone dei campioni. Molto è stato fatto e ancora tanto può essere raccolto sul prato verde dove una volta correvano veloci le speranza azzurre con tanti protagonisti pronti a raccogliere il testimone dell'illustre predecessore. Nel momento della preparazione c'è però anche quello del ricordo. «È il mio amore più grande», così Diego Armando Maradona aveva tempo fa descritto l'affetto per la madre, Dalma Salvadora Franco, che si è spenta a 81 anni in una clinica a Buenos Aires.
Centinaia di tifosi di Diego hanno scritto messaggi sui social network
per essere vicino al Pibe de Oro ed ex allenatore della Selección. Maradona ha lasciato il suo Napoli che vinceva campionati e coppa Uefa da molto tempo, ma le imprese del campione argentino restano scolpite nella memoria e nel cuore di tutti gli appassionati del calcio, non solo dei tifosi del Napoli. Rammentare il glorioso passato del talento è un modo per essere vicino all'uomo che oggi ha perduto sua madre. Diego, 51 anni, è il quinto degli otto figli allevati con amore da "Mamma Tota".
Dopo il momento del ricordo giungerà poi quello della gara, come a voler riprendere il percorso intrapreso da quella MaGiCa del Napoli che si era avventurata per a prima volta nella Coppa dei Campioni.
L'arbitro sloveno Damir Skomina dirigerà Napoli - Manchester City, la partita che assume il valore della sfida decisiva. 51 mila i biglietti venduti per la gara di martedì.
Quando saranno messi in vendita gli ultimi 5mila tagliandi disponibili potrebbe arrivare il tutto esaurito in uno stadio che riconfermerà di essere uno dei più grandi templi del calcio d'Italia. Poco importa dunque quello che non si è fatto, o potuto fare, nell'ultimo match di campionato. I punti perduti in serie A, con un lungo calendario ancora da affrontare, possono sempre essere recuperati.
Adesso il solo obiettivo nella mente di allenatori e calciatori è giocare per scrivere in campo una nuova pagina della storia della Società Sportiva Calcio Napoli.
E' un nuovo appuntamento con la storia quello che martedì sera allo stadio di Fuorigrotta, il Napoli e i suoi tifosi non possono perdersi. Un solo risultato è utile, a questo punto, per continuare a sognare l'asinello che vola verso un ottavo di finale di Champions League. Volere è potere e, nel caso dei partenopei, non sono le motivazioni di certo quelle che mancheranno. Basti pensare, solo per un attimo, a quanto è stato seminato e raccolto sul manto erboso del tempio del calcio napoletano.
Dalla serie C alla serie A, da matricola che umilmente riprende a calcare i primi campi del massimo campionato ad alternativa per il ruolo di capolista, fino a ritagliarsi il meritato posto nel girone dei campioni. Molto è stato fatto e ancora tanto può essere raccolto sul prato verde dove una volta correvano veloci le speranza azzurre con tanti protagonisti pronti a raccogliere il testimone dell'illustre predecessore. Nel momento della preparazione c'è però anche quello del ricordo. «È il mio amore più grande», così Diego Armando Maradona aveva tempo fa descritto l'affetto per la madre, Dalma Salvadora Franco, che si è spenta a 81 anni in una clinica a Buenos Aires.
Dopo il momento del ricordo giungerà poi quello della gara, come a voler riprendere il percorso intrapreso da quella MaGiCa del Napoli che si era avventurata per a prima volta nella Coppa dei Campioni.
L'arbitro sloveno Damir Skomina dirigerà Napoli - Manchester City, la partita che assume il valore della sfida decisiva. 51 mila i biglietti venduti per la gara di martedì.
Quando saranno messi in vendita gli ultimi 5mila tagliandi disponibili potrebbe arrivare il tutto esaurito in uno stadio che riconfermerà di essere uno dei più grandi templi del calcio d'Italia. Poco importa dunque quello che non si è fatto, o potuto fare, nell'ultimo match di campionato. I punti perduti in serie A, con un lungo calendario ancora da affrontare, possono sempre essere recuperati.
Adesso il solo obiettivo nella mente di allenatori e calciatori è giocare per scrivere in campo una nuova pagina della storia della Società Sportiva Calcio Napoli.
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29 settembre 2011
Cavani, un gol contro l'infortunio
Quando il Napoli di Maradona giocava senza il Pibe De Oro vinceva senza
brillare.
Adesso gli azzurri di Mazzarri dovranno fare altrettanto nel caso in cui il Matador non riuscisse a domare il suo nuovo avversario: l’infortunio. Un’ombra grigia e fredda che si getta impietosa su ogni calciatore e ne condiziona prestazione e qualità di gioco.
La punta sudamericana ha giocato un inizio di campionato eccellente, riconfermando quanto di buono aveva fatto nella precedente stagione.
Rete dopo rete e azione dopo azione, Edison è entrato nel cuore dei tifosi azzurri da troppi anni orfani di miti calcistici. Il San Paolo aveva bisogno di tornare a ospitare esaltanti partite di Champions League, di far respirare ai partenopei aria di grande sfida con una sfilata di calciatori dalla raffinata tecnica pronti a testarsi sul manto erboso di Fuorigrotta. Con il primo della classe in forse, al professore del calcio toscano non resta altro che scegliere l’ovvia alternativa sperando che la prestazione del sostituto sia all’altezza del titolare. E’ arrivato il momento di Goran Pandev.
Un ritorno quello della punta macedone a San Siro, dopo tanto tempo trascorso a sgomitare per un po’ di spazio tra i nerazzurri. E’ giunta l’ora di dimostrare da avversario il proprio valore e di lucidare lo scarpino sinistro per non fallire nelle conclusioni e sui calci piazzati. Il ritorno che aspettano i napoletani è quello di un Pandev che non sbaglia sotto rete, con la freddezza che lo ha contraddistinto mentre indossava un’altra casacca azzurra, quella della Lazio. Un tempo a Napoli non c’erano problemi in attacco grazie a un certo Careca, la macchina da gol partenopea, pronta a sfidare ogni difesa. Un brasiliano fondamentale per quella 'Magica' che infiammava l’animo non solo dei tifosi del Napoli, ma di chiunque amasse il calcio giocato ad alto livello.
E’ bello volare, di quanto in quando, con la fantasia e pensare ai gloriosi anni degli scudetti. Partite, campionati e vittorie che da generazioni i padri tifosi azzurri raccontano ai propri figli quando li accompagnano allo stadio per assistere a una nuova partita di quella squadra. Una compagine che sulla carta si chiama Napoli Calcio, ma ai partenopei piace definire con il termine “Amore”. Un passato che rende orgoglioso il popolo napoletano abituato a mangiare calcio di prima qualità e a bere nettare di spettacolo sudamericano. Oggi si parla di una squadra che sorprende per quattro anni giocati ad alto livello, lasciandosi alle spalle problemi, incertezze e categorie minori. Un duro lavoro, come quello che svolge Cavani nella sua partita contro l’infortunio. Edison ha trafitto decine di portieri, incantato il San Paolo con il suo senso del gol, trovando la giusta intesa con il collega argentino tutto velocità e sregolatezza. La sfera è posizionata sul dischetto, Cavani si è allontanato e sta per calciare dai fatidici undici metri. Tutti i tifosi sperano che il Matador segni il rigore. Una rete contro l’infortunio.
Adesso gli azzurri di Mazzarri dovranno fare altrettanto nel caso in cui il Matador non riuscisse a domare il suo nuovo avversario: l’infortunio. Un’ombra grigia e fredda che si getta impietosa su ogni calciatore e ne condiziona prestazione e qualità di gioco.
La punta sudamericana ha giocato un inizio di campionato eccellente, riconfermando quanto di buono aveva fatto nella precedente stagione.
Rete dopo rete e azione dopo azione, Edison è entrato nel cuore dei tifosi azzurri da troppi anni orfani di miti calcistici. Il San Paolo aveva bisogno di tornare a ospitare esaltanti partite di Champions League, di far respirare ai partenopei aria di grande sfida con una sfilata di calciatori dalla raffinata tecnica pronti a testarsi sul manto erboso di Fuorigrotta. Con il primo della classe in forse, al professore del calcio toscano non resta altro che scegliere l’ovvia alternativa sperando che la prestazione del sostituto sia all’altezza del titolare. E’ arrivato il momento di Goran Pandev.
Un ritorno quello della punta macedone a San Siro, dopo tanto tempo trascorso a sgomitare per un po’ di spazio tra i nerazzurri. E’ giunta l’ora di dimostrare da avversario il proprio valore e di lucidare lo scarpino sinistro per non fallire nelle conclusioni e sui calci piazzati. Il ritorno che aspettano i napoletani è quello di un Pandev che non sbaglia sotto rete, con la freddezza che lo ha contraddistinto mentre indossava un’altra casacca azzurra, quella della Lazio. Un tempo a Napoli non c’erano problemi in attacco grazie a un certo Careca, la macchina da gol partenopea, pronta a sfidare ogni difesa. Un brasiliano fondamentale per quella 'Magica' che infiammava l’animo non solo dei tifosi del Napoli, ma di chiunque amasse il calcio giocato ad alto livello.
E’ bello volare, di quanto in quando, con la fantasia e pensare ai gloriosi anni degli scudetti. Partite, campionati e vittorie che da generazioni i padri tifosi azzurri raccontano ai propri figli quando li accompagnano allo stadio per assistere a una nuova partita di quella squadra. Una compagine che sulla carta si chiama Napoli Calcio, ma ai partenopei piace definire con il termine “Amore”. Un passato che rende orgoglioso il popolo napoletano abituato a mangiare calcio di prima qualità e a bere nettare di spettacolo sudamericano. Oggi si parla di una squadra che sorprende per quattro anni giocati ad alto livello, lasciandosi alle spalle problemi, incertezze e categorie minori. Un duro lavoro, come quello che svolge Cavani nella sua partita contro l’infortunio. Edison ha trafitto decine di portieri, incantato il San Paolo con il suo senso del gol, trovando la giusta intesa con il collega argentino tutto velocità e sregolatezza. La sfera è posizionata sul dischetto, Cavani si è allontanato e sta per calciare dai fatidici undici metri. Tutti i tifosi sperano che il Matador segni il rigore. Una rete contro l’infortunio.
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15 maggio 2011
Napoli vs Inter: Diretta Live Streaming 37^ giornata serie A.
Meno due giornate alla fine del campionato e il Napoli è sempre a caccia di record, questa volta riguarda le vittorie stagionali. Finora gli azzurri hanno vinto 21 delle 36 gare disputate, eguagliando la miglior performance nella storia del club del 1989/90, anno del secondo tricolore partenopeo. Stasera, in vista del big match contro l'Inter si potrebbe stabilire il nuovo record e regalare alla squadra di Mazzarri l'ingresso diretto alla Champions League.
L'allenatore Walter Mazzarri nella conferenza stampa di ieri: "Siamo vicini ad un evento storico, la Champions League è l'epilogo di questa staordinaria stagione, basta un punto per blindare il terzo posto. Il Napoli non gioca in questa competizione dai tempi di Maradona. Vogliamo festeggiare davanti al nostro pubblico, i tifosi sono stati una delle chiavi fondamentali della nostra splendida stagione e sarebbe bello e giusto esultare insieme. A obiettivo raggiunto parlerò con la società e con il presidente De Laurentiis, ora voglio isolarmi dalle polemiche che si sono scatenate sul mio futuro. L'Inter è una grande squadra e Leonardo un bravissimo tecnico, noi siamo concentrati e sono convinto che daremo il massimo. Con Cavani e Mascara squalificati ho due soluzioni alternative, la prima con Zuniga più avanzato, la seconda con un centrocampista in più e Hamsik maggiormente libero".
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha rilasciato commenti lusinghieri sulla squadra e sul tecnico: "Contro l'Inter sarà una sfida memorabile, mi aspetto una partita brillante soprattutto da Lavezzi ed Hamsik. Troveremo un San Paolo tutto esaurito, non c'è un biglietto disponibile, i nostri tifosi
hanno già una mentalità europea e vanno premiati, a loro voglio dire: "Siete straordinari e superiori a qualsiasi tifoseria al mondo". Con Mazzarri mi sento in una botte di ferro, nessuno meglio di lui può allenare questa squadra e fare le scelte migliori. I preliminari rischierebbero di sconvolgere i nostri programmi di mercato e non ce lo possiamo permettere".
Sempre ieri, ai microfoni di Radio Marte, appello di Paolo Cannavaro ai tifosi partenopei: "Domani sera al San Paolo vestitevi d'azzurro, che sia una maglia, una sciarpa o un vestito, facciamo in modo che lo stadio sia di un solo colore... azzurro".
Le probabili formazioni in campo:
NAPOLI - Modulo 3-4-2-1
Indisponidili: Nessuno
Squalificati: Cavani (3 giornate), Mascara (1 giornata)
INTER - Modulo 4-4-2
Julio Cesar; Maicon, Ranocchia, Materazzi, Chivu; Zanetti, Mariga, Thiago Motta, Pandev; Pazzini, Eto'o
In panchina: Castellazzi, Samuel, Nagatomo, Kharja, Cambiasso, Coutinho, Milito
Indisponidili: Sneijder, Stankovic, Cordoba, Lucio
Squalificati: Nessuno
L'allenatore Walter Mazzarri nella conferenza stampa di ieri: "Siamo vicini ad un evento storico, la Champions League è l'epilogo di questa staordinaria stagione, basta un punto per blindare il terzo posto. Il Napoli non gioca in questa competizione dai tempi di Maradona. Vogliamo festeggiare davanti al nostro pubblico, i tifosi sono stati una delle chiavi fondamentali della nostra splendida stagione e sarebbe bello e giusto esultare insieme. A obiettivo raggiunto parlerò con la società e con il presidente De Laurentiis, ora voglio isolarmi dalle polemiche che si sono scatenate sul mio futuro. L'Inter è una grande squadra e Leonardo un bravissimo tecnico, noi siamo concentrati e sono convinto che daremo il massimo. Con Cavani e Mascara squalificati ho due soluzioni alternative, la prima con Zuniga più avanzato, la seconda con un centrocampista in più e Hamsik maggiormente libero".
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha rilasciato commenti lusinghieri sulla squadra e sul tecnico: "Contro l'Inter sarà una sfida memorabile, mi aspetto una partita brillante soprattutto da Lavezzi ed Hamsik. Troveremo un San Paolo tutto esaurito, non c'è un biglietto disponibile, i nostri tifosi
hanno già una mentalità europea e vanno premiati, a loro voglio dire: "Siete straordinari e superiori a qualsiasi tifoseria al mondo". Con Mazzarri mi sento in una botte di ferro, nessuno meglio di lui può allenare questa squadra e fare le scelte migliori. I preliminari rischierebbero di sconvolgere i nostri programmi di mercato e non ce lo possiamo permettere".
Sempre ieri, ai microfoni di Radio Marte, appello di Paolo Cannavaro ai tifosi partenopei: "Domani sera al San Paolo vestitevi d'azzurro, che sia una maglia, una sciarpa o un vestito, facciamo in modo che lo stadio sia di un solo colore... azzurro".
Le probabili formazioni in campo:
NAPOLI - Modulo 3-4-2-1
De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Ruiz; Maggio, Gargano, Yebda, Dossena; Zuniga, Hamsik; Lavezzi
In panchina: Iezzo, Aronica, Santacroce, Pazienza, Vitale, Sosa, LucarelliIndisponidili: Nessuno
Squalificati: Cavani (3 giornate), Mascara (1 giornata)
INTER - Modulo 4-4-2
Julio Cesar; Maicon, Ranocchia, Materazzi, Chivu; Zanetti, Mariga, Thiago Motta, Pandev; Pazzini, Eto'o
In panchina: Castellazzi, Samuel, Nagatomo, Kharja, Cambiasso, Coutinho, Milito
Indisponidili: Sneijder, Stankovic, Cordoba, Lucio
Squalificati: Nessuno
Calcio d'inizio alle ore 20.45, arbitra il signor De Marco di Chiavari.
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27 febbraio 2011
Milan vs Napoli: l'attesa.
Tutte le curiosità in cifre del big match in programma lunedi sera, posticipo della 27a giornata di campionato di Serie A.
Il Napoli non vince in trasferta dal 13 aprile 1986, quando si impose per 2 reti ad 1 con i gol di Bruno Giordano e Diego Armando Maradona, a segno per i rossoneri Agostino Di Bartolomei.
Da allora a Milano si sono disputati 17 incontri di cui 9 successi milanisti ed 8 pareggi.
Dalla direzione dei nuovi allenatori Massimiliano Allegri e Walter Mazzarri, si contano 4 precedenti, lo score è a favore del Milan con 2 vittorie e 2 pareggi.
Nel campionato attuale, il Milan ha perso solo 3 partite, ne ha pareggiate 7 e ne ha vinte 16, non subisce gol in gare interne dallo scorso 9 gennaio contro l'Udinese conclusasi per 4 a 4.
Zlatan Ibrahimovic è il goleador per i rossoneri con 13 reti.
Il Napoli ha perso 6 incontri, ne ha pareggiati 4 e ne ha vinti 16, non subisce gol in campionato da 620', ovvero dal 50' di Chievo-Napoli 2-0 del 2 febbraio scorso.
Edinson Cavani, autore di 20 gol è il capocannoniere della stagione ed é a sole 2 reti dal record di marcature per la società azzurra. Il primato è detenuto da Antonio Vojak, autore di 22 gol nel campionato 1932/33.
La squadra azzurra ha finora segnato il maggior numero di gol nel quarto d'ora finale di gara, tra il 76' ed il 90'.
L'ultima curiosità riguarda il calciatore Michele Pazienza che potrebbe festeggiare le 200 presenze in serie A dove ha esordito il 14 settembre 2003.
Il Napoli non vince in trasferta dal 13 aprile 1986, quando si impose per 2 reti ad 1 con i gol di Bruno Giordano e Diego Armando Maradona, a segno per i rossoneri Agostino Di Bartolomei.
Da allora a Milano si sono disputati 17 incontri di cui 9 successi milanisti ed 8 pareggi.
Dalla direzione dei nuovi allenatori Massimiliano Allegri e Walter Mazzarri, si contano 4 precedenti, lo score è a favore del Milan con 2 vittorie e 2 pareggi.
Nel campionato attuale, il Milan ha perso solo 3 partite, ne ha pareggiate 7 e ne ha vinte 16, non subisce gol in gare interne dallo scorso 9 gennaio contro l'Udinese conclusasi per 4 a 4.
Zlatan Ibrahimovic è il goleador per i rossoneri con 13 reti.
Il Napoli ha perso 6 incontri, ne ha pareggiati 4 e ne ha vinti 16, non subisce gol in campionato da 620', ovvero dal 50' di Chievo-Napoli 2-0 del 2 febbraio scorso.
Edinson Cavani, autore di 20 gol è il capocannoniere della stagione ed é a sole 2 reti dal record di marcature per la società azzurra. Il primato è detenuto da Antonio Vojak, autore di 22 gol nel campionato 1932/33.
La squadra azzurra ha finora segnato il maggior numero di gol nel quarto d'ora finale di gara, tra il 76' ed il 90'.
L'ultima curiosità riguarda il calciatore Michele Pazienza che potrebbe festeggiare le 200 presenze in serie A dove ha esordito il 14 settembre 2003.
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28 gennaio 2011
Il Napoli è fuori dalla Coppa Italia, nel frattempo arriva Victor Ruiz.
Tutti in piedi ad applaudire i Guerrieri, il Napoli esce immeritatamente dalla Coppa Italia, ma domina per 120 minuti sui campioni del mondo dell'Inter.
Castellazzi, Ranocchia, l'arbitro e la dea bendata hanno dato sfoggio alle loro doti più ignote regalando i quarti di finale a chi era nell'oblio più totale.
Un grande, grandissimo Napoli si è visto nella notte di Fuorigrotta. Le occasioni per gli azzurri non si contano, si sono giocati 120 minuti praticamente a senso unico, poi la roulette dei rigori... sbaglia Lavezzi, forse il migliore in campo e finisce il sogno dalla Coppa Italia.
E' andata così, poco importa quando in campo si vede una partita come quella di mercoledi, questo è un grande Napoli, questi sono i nostri Guerrieri e non possiamo che essere fieri di loro.
Primo Tempo: Pochi minuti e l'Inter va sotto di un gol, splendida azione Lavezzi-Dossena-Cavani, il Matador non sbaglia e mette dentro, l'assistente vede un fuorigioco e la rete è annullata. Al 16' Stankovic si fa vedere in area azzurra, tiro, fuori. Al 32' cross di Dossena per Cavani che salta due uomini, ma Castellazzi in uscita anticipa tutti. Al 36' ancora Stankovic, ma De Sanctis non si fa trovare impreparato. Al 38' azione fulminante del Napoli, Cavani lancia Lavezzi che va verso la porta, dribbling e tiro a giro, Castellazzi blocca.
Al 40' uno strepitoso De Sanctis alza sulla traversa una bordata al volo di Cambiasso da tre metri e finisce il primo tempo.
Secondo tempo: Si gioca ad una sola porta, quella dell'Inter. Il Napoli padrone assoluto del campo comincia a bersagliare Castellazzi, la lista delle palle gol è infinita. Cannavaro ad un metro dalla porta devia di petto (invece che di testa) una punizione di Cavani ma il colpo è poco potente e trova la presa facile del portiere.
E' la volta di Cavani che gira di testa un cross di Campagnaro, ma è la serata di Castellazzi. Poi la palla gol colossale che potrebbe mettere ko l'Inter, Lavezzi va via a sinistra correndo come un ghepardo, cross teso e velo di Cavani, arriva Hamsik che finta su Lucio e tira di sinistro a botta sicura, l'estremo difensore neroazzurro devia alla disperata con i piedi, Hamsik riprende di testa e scavalca tutti ma arriva Ranocchia sulla linea e salva... incredibile! Finisce anche la ripresa, si va ai supplementari.
L'Inter perde completamente il fiato e le gambe, il Napoli sgretola la Beneamata anche nei supplementari.
Si comincia subito con un sinistro di Campagnaro che viene salvato da Lucio (braccio o spalla?). Poi ancora azione travolgente azzurra con Lavezzi che entra in area da solo, piazza col destro e Castellazzi fa una parata che vale un gol.
Finiscono anche i supplementari sotto un assalto furioso del Napoli. Gli azzurri sono splendidi, infiniti, emozionanti, ma la palla non entra.
Si va ai rigori che per l'Inter sono come una lotteria e si aggiugica il jackpot quando Lavezzi sbaglia l'unico rigore della serie, fuori di un soffio.
Il San Paolo resta in piedi ad applaudire i suoi eroi sfortunati.
Walter Mazzarri non riesce a mandar giù l’eliminazione dalla Coppa Italia, il tecnico azzurro comincia dalle dichiarazioni di Leonardo, che ha parlato di qualificazione meritata dei suoi: "Contiamo le palle gol fatte dall’una e dall’altra squadra, vi renderete conto di chi avrebbe meritato o meno il passaggio del turno. Noi di occasioni per segnare ne abbiamo avute tante, soprattutto dal secondo tempo in poi, l’Inter una sola. Sulle decisioni arbitrali, a volte quando si tratta di stabilire se c’è rigore o meno, o se è fuorigioco oppure no, le grandissime squadre vengono sempre favorite. Purtroppo la realtà è che siamo fuori dalla coppa, ma sono molto soddisfatto, non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi. A tratti sembrava che l’Inter fosse una provinciale, ci è mancato solo il gol”.
Piccola nota di colore:
Sempre in Coppa Italia, ma due anni fa, ancora un errore del Pocho dal dischetto, questa volta contro la Juventus, condannò il Napoli all'eliminazione. Per lui sono fatali, i penalty gli portano davvero male.
Ricordano tanto la sera del 1 ottobre 1986 a Tolosa, primo turno di Coppa Uefa.
Il Napoli ritorna in Europa dopo un'assenza di 4 anni, calci di rigore, c'è Maradona... il suo è quello decisivo, sulla palla è calmissimo, forse troppo, tiro... la palla va a sbattere sul palo alla destra del portiere Philippe Bergeroo, il Napoli è eliminato.
Il presidente De Laurentiis nel dopogara si complimenta con la sua squadra per la splendida prestazione contro l'Inter e nonostante l'eliminazione li gratifica con parole e fatti: "Darò alla squadra come premio la metà dell'incasso della partita di stasera. Dopo la partita sono andato negli spogliatoi a rincuorare i ragazzi, ho detto a tutti che hanno messo sotto i campioni del Mondo e che dovevano rallegrarsi per come si erano battuti in campo. Ho visto un match bellissimo, con un Napoli che ha mostrato valori umani e professionali. Devo ringraziare Mazzarri - prosegue il Presidente - che ha saputo dare a questo gruppo virtù morali oltre che tecniche. Ogni giocatore dà sempre il massimo per questa maglia incarnando esattamente la filosofia della Società. Ho incrociato il Pocho, era molto triste e così l'ho abbracciato e gli ho detto: Hai giocato benissimo, non farti un cruccio del rigore, vorrà dire che saremo ancora più forti in campionato. Domenica dovremo recuperare energie fisiche e mentali per affrontare la Sampdoria, sarà una partita dura e ci vorrà un Napoli ad alti livelli. Abbiamo ancora due competizioni importanti in cui vogliamo essere protagonisti. Io le considero due imprese da compiere: campionato ed Europa League. Se a febbraio dovessimo battere il Villarreal sarebbe ancor più affascinante la stagione. Dobbiamo restare concentrati e giocarci ogni partita come se fosse una finale".
Infine una battuta sul mercato. "Io sono coerente, ho preso un impegno innanzitutto con i miei tifosi. Punteremo su talenti che siano giovani e possano garantire alla squadra una crescita costante negli anni. Ho anche anticipato i tempi, sta per arrivare il difensore mancino più forte che si possa trovare oggi sul mercato in Europa..."
Ieri sera all'aeroporto di Capodichino si è visto lo spagnolo Victor Ruiz, questa mattina è a Castel Volturno, quartier generale della Società partenopea, per le visite mediche di rito e la firma del contratto, in serata tornerà a Barcellona dove terrà una conferenza stampa per salutare i tifosi dell'Espanyol per poi rientrare a Napoli dove domenica assisterà alla partita contro la Sampdoria dalla tribuna, sarà subito disponibile per Mazzarri già da lunedi.
Ruiz firmerà un contratto da 750mila euro a stagione fino al 30 giugno 2015. L'Espanyol, oltre al compenso economico di 6 milioni di euro, riceverà anche il cartellino a titolo definitivo del giocatore Jesus Datolo.
Il presidente del Napoli aggiunge: "Io mantengo sempre le promesse, non mi sono mai tirato indietro e non lo farò neanche a giugno. Victor Ruiz è in linea con il nostro progetto che è partito con Hamsik, Lavezzi e Cavani. Sono uno coerente e sono al servizio dei miei tifosi".
Definita la trattativa con gli spagnoli, il patron azzurro e lo staff spostano l'obiettivo su Barreto. La situazione al momento è che l'Atalanta chiede 9 milioni mentre il Napoli ne offre 7. La parola definitiva sarà del giocatore, contattato direttamente anche da Mazzarri. Ultimo tassello sarebbe il ruolo di vice Lavezzi, sfumato la pista Maccarone, la più calda è quella che porta a Mascara. Il Napoli non va oltre 1,5 milioni per un giocatore in scadenza di contratto, il Catania ne chiede uno in più.
Castellazzi, Ranocchia, l'arbitro e la dea bendata hanno dato sfoggio alle loro doti più ignote regalando i quarti di finale a chi era nell'oblio più totale.
Un grande, grandissimo Napoli si è visto nella notte di Fuorigrotta. Le occasioni per gli azzurri non si contano, si sono giocati 120 minuti praticamente a senso unico, poi la roulette dei rigori... sbaglia Lavezzi, forse il migliore in campo e finisce il sogno dalla Coppa Italia.
E' andata così, poco importa quando in campo si vede una partita come quella di mercoledi, questo è un grande Napoli, questi sono i nostri Guerrieri e non possiamo che essere fieri di loro.
Primo Tempo: Pochi minuti e l'Inter va sotto di un gol, splendida azione Lavezzi-Dossena-Cavani, il Matador non sbaglia e mette dentro, l'assistente vede un fuorigioco e la rete è annullata. Al 16' Stankovic si fa vedere in area azzurra, tiro, fuori. Al 32' cross di Dossena per Cavani che salta due uomini, ma Castellazzi in uscita anticipa tutti. Al 36' ancora Stankovic, ma De Sanctis non si fa trovare impreparato. Al 38' azione fulminante del Napoli, Cavani lancia Lavezzi che va verso la porta, dribbling e tiro a giro, Castellazzi blocca.
Al 40' uno strepitoso De Sanctis alza sulla traversa una bordata al volo di Cambiasso da tre metri e finisce il primo tempo.
Secondo tempo: Si gioca ad una sola porta, quella dell'Inter. Il Napoli padrone assoluto del campo comincia a bersagliare Castellazzi, la lista delle palle gol è infinita. Cannavaro ad un metro dalla porta devia di petto (invece che di testa) una punizione di Cavani ma il colpo è poco potente e trova la presa facile del portiere.
E' la volta di Cavani che gira di testa un cross di Campagnaro, ma è la serata di Castellazzi. Poi la palla gol colossale che potrebbe mettere ko l'Inter, Lavezzi va via a sinistra correndo come un ghepardo, cross teso e velo di Cavani, arriva Hamsik che finta su Lucio e tira di sinistro a botta sicura, l'estremo difensore neroazzurro devia alla disperata con i piedi, Hamsik riprende di testa e scavalca tutti ma arriva Ranocchia sulla linea e salva... incredibile! Finisce anche la ripresa, si va ai supplementari.
L'Inter perde completamente il fiato e le gambe, il Napoli sgretola la Beneamata anche nei supplementari.
Si comincia subito con un sinistro di Campagnaro che viene salvato da Lucio (braccio o spalla?). Poi ancora azione travolgente azzurra con Lavezzi che entra in area da solo, piazza col destro e Castellazzi fa una parata che vale un gol.
Finiscono anche i supplementari sotto un assalto furioso del Napoli. Gli azzurri sono splendidi, infiniti, emozionanti, ma la palla non entra.
Si va ai rigori che per l'Inter sono come una lotteria e si aggiugica il jackpot quando Lavezzi sbaglia l'unico rigore della serie, fuori di un soffio.
Il San Paolo resta in piedi ad applaudire i suoi eroi sfortunati.
Walter Mazzarri non riesce a mandar giù l’eliminazione dalla Coppa Italia, il tecnico azzurro comincia dalle dichiarazioni di Leonardo, che ha parlato di qualificazione meritata dei suoi: "Contiamo le palle gol fatte dall’una e dall’altra squadra, vi renderete conto di chi avrebbe meritato o meno il passaggio del turno. Noi di occasioni per segnare ne abbiamo avute tante, soprattutto dal secondo tempo in poi, l’Inter una sola. Sulle decisioni arbitrali, a volte quando si tratta di stabilire se c’è rigore o meno, o se è fuorigioco oppure no, le grandissime squadre vengono sempre favorite. Purtroppo la realtà è che siamo fuori dalla coppa, ma sono molto soddisfatto, non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi. A tratti sembrava che l’Inter fosse una provinciale, ci è mancato solo il gol”.
Piccola nota di colore:
Sempre in Coppa Italia, ma due anni fa, ancora un errore del Pocho dal dischetto, questa volta contro la Juventus, condannò il Napoli all'eliminazione. Per lui sono fatali, i penalty gli portano davvero male.
Ricordano tanto la sera del 1 ottobre 1986 a Tolosa, primo turno di Coppa Uefa.
Il Napoli ritorna in Europa dopo un'assenza di 4 anni, calci di rigore, c'è Maradona... il suo è quello decisivo, sulla palla è calmissimo, forse troppo, tiro... la palla va a sbattere sul palo alla destra del portiere Philippe Bergeroo, il Napoli è eliminato.
Il presidente De Laurentiis nel dopogara si complimenta con la sua squadra per la splendida prestazione contro l'Inter e nonostante l'eliminazione li gratifica con parole e fatti: "Darò alla squadra come premio la metà dell'incasso della partita di stasera. Dopo la partita sono andato negli spogliatoi a rincuorare i ragazzi, ho detto a tutti che hanno messo sotto i campioni del Mondo e che dovevano rallegrarsi per come si erano battuti in campo. Ho visto un match bellissimo, con un Napoli che ha mostrato valori umani e professionali. Devo ringraziare Mazzarri - prosegue il Presidente - che ha saputo dare a questo gruppo virtù morali oltre che tecniche. Ogni giocatore dà sempre il massimo per questa maglia incarnando esattamente la filosofia della Società. Ho incrociato il Pocho, era molto triste e così l'ho abbracciato e gli ho detto: Hai giocato benissimo, non farti un cruccio del rigore, vorrà dire che saremo ancora più forti in campionato. Domenica dovremo recuperare energie fisiche e mentali per affrontare la Sampdoria, sarà una partita dura e ci vorrà un Napoli ad alti livelli. Abbiamo ancora due competizioni importanti in cui vogliamo essere protagonisti. Io le considero due imprese da compiere: campionato ed Europa League. Se a febbraio dovessimo battere il Villarreal sarebbe ancor più affascinante la stagione. Dobbiamo restare concentrati e giocarci ogni partita come se fosse una finale".
Infine una battuta sul mercato. "Io sono coerente, ho preso un impegno innanzitutto con i miei tifosi. Punteremo su talenti che siano giovani e possano garantire alla squadra una crescita costante negli anni. Ho anche anticipato i tempi, sta per arrivare il difensore mancino più forte che si possa trovare oggi sul mercato in Europa..."
Ieri sera all'aeroporto di Capodichino si è visto lo spagnolo Victor Ruiz, questa mattina è a Castel Volturno, quartier generale della Società partenopea, per le visite mediche di rito e la firma del contratto, in serata tornerà a Barcellona dove terrà una conferenza stampa per salutare i tifosi dell'Espanyol per poi rientrare a Napoli dove domenica assisterà alla partita contro la Sampdoria dalla tribuna, sarà subito disponibile per Mazzarri già da lunedi.
Ruiz firmerà un contratto da 750mila euro a stagione fino al 30 giugno 2015. L'Espanyol, oltre al compenso economico di 6 milioni di euro, riceverà anche il cartellino a titolo definitivo del giocatore Jesus Datolo.
Il presidente del Napoli aggiunge: "Io mantengo sempre le promesse, non mi sono mai tirato indietro e non lo farò neanche a giugno. Victor Ruiz è in linea con il nostro progetto che è partito con Hamsik, Lavezzi e Cavani. Sono uno coerente e sono al servizio dei miei tifosi".
Definita la trattativa con gli spagnoli, il patron azzurro e lo staff spostano l'obiettivo su Barreto. La situazione al momento è che l'Atalanta chiede 9 milioni mentre il Napoli ne offre 7. La parola definitiva sarà del giocatore, contattato direttamente anche da Mazzarri. Ultimo tassello sarebbe il ruolo di vice Lavezzi, sfumato la pista Maccarone, la più calda è quella che porta a Mascara. Il Napoli non va oltre 1,5 milioni per un giocatore in scadenza di contratto, il Catania ne chiede uno in più.
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