Grande festa a Napoli per il 52esimo compleanno del EL DIEZ
di Marcello Longarzo
Diego Armando Maradona compie oggi 52 anni, il Pibe de Oro è nato il 30 ottobre 1960 a Lanús in Argentina. Maradona ha rappresentato la bandiera azzurra dal 1984 al 1991, con la maglia del Napoli ha collezionato 115 goal in 259 presenze vincendo due scudetti, una coppa Uefa, una coppa Italia ed una supercoppa Italiana.
A Maradona vanno gli auguri di SSC NAPOLI BLOG
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30 ottobre 2012
Auguri a Diego Armando Maradona
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15 maggio 2012
Maradona vs Equitalia
Ancora ostacoli al rientro di Maradona in Italia
di Marcello Longarzo
Oggi seduta di conciliazione davanti alla Commissione Tributaria Provinciale richiesta dagli avvocati di Diego Armando Maradona, Angelo Pisani ed Angelo Scala. Non ci saranno i rappresentanti dell'Agenzia delle Entrate, l'organo tributario ha infatti respinto la proposta di mediazione in merito al contenzioso per i 40 milioni di euro di tasse non pagate che l'ex Pibe de oro dovrebbe allo stato italiano.
di Marcello Longarzo
Oggi seduta di conciliazione davanti alla Commissione Tributaria Provinciale richiesta dagli avvocati di Diego Armando Maradona, Angelo Pisani ed Angelo Scala. Non ci saranno i rappresentanti dell'Agenzia delle Entrate, l'organo tributario ha infatti respinto la proposta di mediazione in merito al contenzioso per i 40 milioni di euro di tasse non pagate che l'ex Pibe de oro dovrebbe allo stato italiano.
Diego Armando Maradona
Servizio TG 9 di Michele Colangelo
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14 novembre 2011
Italia-Uruguay, tanto azzurro napoletano
Non si contano le notti magiche che i tifosi partenopei hanno vissuto al
San Paolo. Quanti momenti unici da scolpire indelebilmente nella
memoria prima di poter ancora urlare la propriapassione per una squadra
dall'azzurro asinello.

VS
Ancora prima di Italia '90 allo stadio di
Fuorigrotta si accendevano già i riflettori delle sfide da campioni: dai
duelli tra il Pipe de Oro Diego Armando Maradona e il bomber dai
palloni d'oro rossoneri Marco Van Basten fino ai singolar tenzoni tra
Omar Sivori, o mare 'e Napule, e
la sua ex Juventus. Una passato da campioni che oggi è tornato ed offre
nuovi stimoli per i calciatori che vestono la maglia del Napoli. Gli
azzurri adesso sono sparsi un po' per il mondo, ma a volte il destino
con grande senso dell'umorismo regala uno spettacolo come quello di
Italia - Uruguay con Cavani da un lato e Maggio dall'altro pronti a
difendere diverse tonalità d'azzurro. Alcuni considerano le amichevoli
solo un test, altri qualcosa in più per dimostrare il talento in campo,
in ogni caso ogni sfida deve essere sempre giocata sventolando il
vessillo del fair play. Il Matador di Tabarez ha incasssato anche i
complimenti del commissario tecnico della nazionale italiana, Cesare
Prandelli, che stima e rispetta molto la compagine sudamericana.
L'impiego della macchina da gol in forza al Napoli è una preoccupazione
in più per l'ex tecnico viola, ma la vita è anche fatta di piccole sfide
che contribuiscono a trasformare un'amichevole di lusso in un vero e
proprio spettacolo. Un momento di riflessione lo concede poi
l'allenamento dell'Italia a Rizziconi. Nel paese calabrese, su un
terreno
confiscato alla 'Ndrangheta nel 2003, si lancia un profondo messaggio ai
giovani che subiscono
intimidazioni. Un piccolo passo sul famoso prato verde dove possono
sbocciare le speranze per il futuro come recitava il testo della famosa
canzone. Al ritorno in campionato gli allievi del professor Mazzarri
torneranno a studiare sul rettangolo di Castel Volturno aspettando una
nuova notte prima dell'esame. Questa volta quello d'inglese a
Fuorigrotta sarà con un Manchester City che ormai conosce bene gli
avversari. E' difficile che Balotelli e compagni sottovalutino ancora il
gruppo di Mazzarri, ma è altrettanto vero che i partenopei quando
giocano tra le mura amiche con più di cinquantamila sostenitori che
scendono come dodicesimo uomo in campo devono essere considerati una
"grande". Nel frattempo sono da sottolinerare i positivi segnali degli
atleti non impegnati con i rendez vous nazionali.
Con la selezione mista
Primavera-Berretti si è deciso a spolverare il suo mancino Goran Pandev,
autore di una doppietta, con
Mascara e Dossena ad arrotondare il risultato. Senza gli otto nazionali
il Napoli ripenderà la preparazione sul campo di Caserta. Gargano, che
per il momento, si sta meritando l'Oscar del recupero lampo dopo
l'infortunio non s'arrende e continua a lavorare di buona lena sapendo
di dover mettere in difficoltà il suo allenatore nelle scelte di
formazione. E l'imbarazzo della scelta, in base alle ultime di mercato,
dovrebbe aumentare quando e se il centrocampista Sulley Muntari
accetterà l'eventuale trasferimento a Napoli.
Era da tempo che al club
di Aurelio De Laurentiis occorrevano rinforzi, non solo per la metà
campo a dirla tutta, ma qualche aiuto in più non può che far comodo a un
allenatore che cerca di mantenere lo stesso passo su ben tre fronti
differenti.
Altro nome che stuzzica la fantasia dei tifosi è quello di
Angelo Palombo, corteggiato per un'estate intera dal Napoli, ma poi
rimasto in blu cerchiato. Il club partenopeo sarebbe anche sulle tracce
del centravanti del Montpellier Olivier Giroud.
Dalla Francia ci sono
interessamenti per Hamsik, ma De Laurentiis sembra intenzionato a
spingere per il rinnovo del fantasista. L'occhio si posa poi sul campionato argentino con l'interessante Facundo Ferreryra, attaccante classe ‘91, in forza al Bandield.
C'è poi la curiosa investitura
virtuale fatta dal patron a Fabio Cannavaro. L’ex campione sarebbe
infatti pronto a diventare l’ambasciatore del club azzurro nel mondo.
Non resta che attendere ulteriori sviluppi. A incorniciare il periodo di
pausa concesso dalle nazionali, questa volta, c'è l'impresa delle
atlete azzurre della pallavolo di Barbolini che superano 3-0 le
campionesse d'Europa della Serbia. Le italiane, che al pari dei colleghi
del calcio portano l'azzurro nel mondo, sono a un passo dalle
Olimpiadi. Lunghe attese, sogni per il mercato e gioia in campo e sugli
spalti durante una prestazione da campioni. Le notti magiche del San
Paolo sono tornate per la gioia di tutti gli amanti del calcio
spettacolo.
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29 settembre 2011
Cavani, un gol contro l'infortunio
Quando il Napoli di Maradona giocava senza il Pibe De Oro vinceva senza
brillare.
Adesso gli azzurri di Mazzarri dovranno fare altrettanto nel caso in cui il Matador non riuscisse a domare il suo nuovo avversario: l’infortunio. Un’ombra grigia e fredda che si getta impietosa su ogni calciatore e ne condiziona prestazione e qualità di gioco.
La punta sudamericana ha giocato un inizio di campionato eccellente, riconfermando quanto di buono aveva fatto nella precedente stagione.
Rete dopo rete e azione dopo azione, Edison è entrato nel cuore dei tifosi azzurri da troppi anni orfani di miti calcistici. Il San Paolo aveva bisogno di tornare a ospitare esaltanti partite di Champions League, di far respirare ai partenopei aria di grande sfida con una sfilata di calciatori dalla raffinata tecnica pronti a testarsi sul manto erboso di Fuorigrotta. Con il primo della classe in forse, al professore del calcio toscano non resta altro che scegliere l’ovvia alternativa sperando che la prestazione del sostituto sia all’altezza del titolare. E’ arrivato il momento di Goran Pandev.
Un ritorno quello della punta macedone a San Siro, dopo tanto tempo trascorso a sgomitare per un po’ di spazio tra i nerazzurri. E’ giunta l’ora di dimostrare da avversario il proprio valore e di lucidare lo scarpino sinistro per non fallire nelle conclusioni e sui calci piazzati. Il ritorno che aspettano i napoletani è quello di un Pandev che non sbaglia sotto rete, con la freddezza che lo ha contraddistinto mentre indossava un’altra casacca azzurra, quella della Lazio. Un tempo a Napoli non c’erano problemi in attacco grazie a un certo Careca, la macchina da gol partenopea, pronta a sfidare ogni difesa. Un brasiliano fondamentale per quella 'Magica' che infiammava l’animo non solo dei tifosi del Napoli, ma di chiunque amasse il calcio giocato ad alto livello.
E’ bello volare, di quanto in quando, con la fantasia e pensare ai gloriosi anni degli scudetti. Partite, campionati e vittorie che da generazioni i padri tifosi azzurri raccontano ai propri figli quando li accompagnano allo stadio per assistere a una nuova partita di quella squadra. Una compagine che sulla carta si chiama Napoli Calcio, ma ai partenopei piace definire con il termine “Amore”. Un passato che rende orgoglioso il popolo napoletano abituato a mangiare calcio di prima qualità e a bere nettare di spettacolo sudamericano. Oggi si parla di una squadra che sorprende per quattro anni giocati ad alto livello, lasciandosi alle spalle problemi, incertezze e categorie minori. Un duro lavoro, come quello che svolge Cavani nella sua partita contro l’infortunio. Edison ha trafitto decine di portieri, incantato il San Paolo con il suo senso del gol, trovando la giusta intesa con il collega argentino tutto velocità e sregolatezza. La sfera è posizionata sul dischetto, Cavani si è allontanato e sta per calciare dai fatidici undici metri. Tutti i tifosi sperano che il Matador segni il rigore. Una rete contro l’infortunio.
Adesso gli azzurri di Mazzarri dovranno fare altrettanto nel caso in cui il Matador non riuscisse a domare il suo nuovo avversario: l’infortunio. Un’ombra grigia e fredda che si getta impietosa su ogni calciatore e ne condiziona prestazione e qualità di gioco.
La punta sudamericana ha giocato un inizio di campionato eccellente, riconfermando quanto di buono aveva fatto nella precedente stagione.
Rete dopo rete e azione dopo azione, Edison è entrato nel cuore dei tifosi azzurri da troppi anni orfani di miti calcistici. Il San Paolo aveva bisogno di tornare a ospitare esaltanti partite di Champions League, di far respirare ai partenopei aria di grande sfida con una sfilata di calciatori dalla raffinata tecnica pronti a testarsi sul manto erboso di Fuorigrotta. Con il primo della classe in forse, al professore del calcio toscano non resta altro che scegliere l’ovvia alternativa sperando che la prestazione del sostituto sia all’altezza del titolare. E’ arrivato il momento di Goran Pandev.
Un ritorno quello della punta macedone a San Siro, dopo tanto tempo trascorso a sgomitare per un po’ di spazio tra i nerazzurri. E’ giunta l’ora di dimostrare da avversario il proprio valore e di lucidare lo scarpino sinistro per non fallire nelle conclusioni e sui calci piazzati. Il ritorno che aspettano i napoletani è quello di un Pandev che non sbaglia sotto rete, con la freddezza che lo ha contraddistinto mentre indossava un’altra casacca azzurra, quella della Lazio. Un tempo a Napoli non c’erano problemi in attacco grazie a un certo Careca, la macchina da gol partenopea, pronta a sfidare ogni difesa. Un brasiliano fondamentale per quella 'Magica' che infiammava l’animo non solo dei tifosi del Napoli, ma di chiunque amasse il calcio giocato ad alto livello.
E’ bello volare, di quanto in quando, con la fantasia e pensare ai gloriosi anni degli scudetti. Partite, campionati e vittorie che da generazioni i padri tifosi azzurri raccontano ai propri figli quando li accompagnano allo stadio per assistere a una nuova partita di quella squadra. Una compagine che sulla carta si chiama Napoli Calcio, ma ai partenopei piace definire con il termine “Amore”. Un passato che rende orgoglioso il popolo napoletano abituato a mangiare calcio di prima qualità e a bere nettare di spettacolo sudamericano. Oggi si parla di una squadra che sorprende per quattro anni giocati ad alto livello, lasciandosi alle spalle problemi, incertezze e categorie minori. Un duro lavoro, come quello che svolge Cavani nella sua partita contro l’infortunio. Edison ha trafitto decine di portieri, incantato il San Paolo con il suo senso del gol, trovando la giusta intesa con il collega argentino tutto velocità e sregolatezza. La sfera è posizionata sul dischetto, Cavani si è allontanato e sta per calciare dai fatidici undici metri. Tutti i tifosi sperano che il Matador segni il rigore. Una rete contro l’infortunio.
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24 giugno 2011
Diego Armando Maradona: Messico 86'.
Era il 22 giugno di 25 anni fa, quando Diego Armando Maradona giocò una delle partite più famose nella storia del calcio.
I quarti di finale dei mondiali di Messico '86 tra Argentina ed Inghilterra saranno ricordati per il match vinto per vendicare una guerra persa (la contesa tra le due delle isole Falkland) oltre che per le prodezze del Dies.
Due le reti per la nazionale Albiceleste, la prima al 51', forse la più famosa, che Diego dichiarerà in seguito che è stata LA MANO DE DIOS, infinite le polemiche per la convalida decisa dall'arbitro tunisino Ali Bin Nasser.
Passano tre minuti è il 54' e arriva il raddoppio, è sempre El pibe de oro, che questa volta parte dalla mediana di centrocampo, una corsa di 60 metri col pallone sempre incollato al piede, scarta sei avversari compreso il portiere con undici tocchi e segna una rete straordinaria EL MEJOR GOL DE LA HISTORIA si dirà dopo.
La partita termina 2-1, a nulla servirà il gol della bandiera inglese messo a segno da Gary Lineker all'80'.
Il bambino prodigio entra nella storia e nell'olimpo del calcio, la stella di Maradona si accenderà nel cielo dei miti del secolo... e non si spegnerà più!
I quarti di finale dei mondiali di Messico '86 tra Argentina ed Inghilterra saranno ricordati per il match vinto per vendicare una guerra persa (la contesa tra le due delle isole Falkland) oltre che per le prodezze del Dies.
Due le reti per la nazionale Albiceleste, la prima al 51', forse la più famosa, che Diego dichiarerà in seguito che è stata LA MANO DE DIOS, infinite le polemiche per la convalida decisa dall'arbitro tunisino Ali Bin Nasser.
Passano tre minuti è il 54' e arriva il raddoppio, è sempre El pibe de oro, che questa volta parte dalla mediana di centrocampo, una corsa di 60 metri col pallone sempre incollato al piede, scarta sei avversari compreso il portiere con undici tocchi e segna una rete straordinaria EL MEJOR GOL DE LA HISTORIA si dirà dopo.
La partita termina 2-1, a nulla servirà il gol della bandiera inglese messo a segno da Gary Lineker all'80'.
Il bambino prodigio entra nella storia e nell'olimpo del calcio, la stella di Maradona si accenderà nel cielo dei miti del secolo... e non si spegnerà più!
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28 gennaio 2011
Il Napoli è fuori dalla Coppa Italia, nel frattempo arriva Victor Ruiz.
Tutti in piedi ad applaudire i Guerrieri, il Napoli esce immeritatamente dalla Coppa Italia, ma domina per 120 minuti sui campioni del mondo dell'Inter.
Castellazzi, Ranocchia, l'arbitro e la dea bendata hanno dato sfoggio alle loro doti più ignote regalando i quarti di finale a chi era nell'oblio più totale.
Un grande, grandissimo Napoli si è visto nella notte di Fuorigrotta. Le occasioni per gli azzurri non si contano, si sono giocati 120 minuti praticamente a senso unico, poi la roulette dei rigori... sbaglia Lavezzi, forse il migliore in campo e finisce il sogno dalla Coppa Italia.
E' andata così, poco importa quando in campo si vede una partita come quella di mercoledi, questo è un grande Napoli, questi sono i nostri Guerrieri e non possiamo che essere fieri di loro.
Primo Tempo: Pochi minuti e l'Inter va sotto di un gol, splendida azione Lavezzi-Dossena-Cavani, il Matador non sbaglia e mette dentro, l'assistente vede un fuorigioco e la rete è annullata. Al 16' Stankovic si fa vedere in area azzurra, tiro, fuori. Al 32' cross di Dossena per Cavani che salta due uomini, ma Castellazzi in uscita anticipa tutti. Al 36' ancora Stankovic, ma De Sanctis non si fa trovare impreparato. Al 38' azione fulminante del Napoli, Cavani lancia Lavezzi che va verso la porta, dribbling e tiro a giro, Castellazzi blocca.
Al 40' uno strepitoso De Sanctis alza sulla traversa una bordata al volo di Cambiasso da tre metri e finisce il primo tempo.
Secondo tempo: Si gioca ad una sola porta, quella dell'Inter. Il Napoli padrone assoluto del campo comincia a bersagliare Castellazzi, la lista delle palle gol è infinita. Cannavaro ad un metro dalla porta devia di petto (invece che di testa) una punizione di Cavani ma il colpo è poco potente e trova la presa facile del portiere.
E' la volta di Cavani che gira di testa un cross di Campagnaro, ma è la serata di Castellazzi. Poi la palla gol colossale che potrebbe mettere ko l'Inter, Lavezzi va via a sinistra correndo come un ghepardo, cross teso e velo di Cavani, arriva Hamsik che finta su Lucio e tira di sinistro a botta sicura, l'estremo difensore neroazzurro devia alla disperata con i piedi, Hamsik riprende di testa e scavalca tutti ma arriva Ranocchia sulla linea e salva... incredibile! Finisce anche la ripresa, si va ai supplementari.
L'Inter perde completamente il fiato e le gambe, il Napoli sgretola la Beneamata anche nei supplementari.
Si comincia subito con un sinistro di Campagnaro che viene salvato da Lucio (braccio o spalla?). Poi ancora azione travolgente azzurra con Lavezzi che entra in area da solo, piazza col destro e Castellazzi fa una parata che vale un gol.
Finiscono anche i supplementari sotto un assalto furioso del Napoli. Gli azzurri sono splendidi, infiniti, emozionanti, ma la palla non entra.
Si va ai rigori che per l'Inter sono come una lotteria e si aggiugica il jackpot quando Lavezzi sbaglia l'unico rigore della serie, fuori di un soffio.
Il San Paolo resta in piedi ad applaudire i suoi eroi sfortunati.
Walter Mazzarri non riesce a mandar giù l’eliminazione dalla Coppa Italia, il tecnico azzurro comincia dalle dichiarazioni di Leonardo, che ha parlato di qualificazione meritata dei suoi: "Contiamo le palle gol fatte dall’una e dall’altra squadra, vi renderete conto di chi avrebbe meritato o meno il passaggio del turno. Noi di occasioni per segnare ne abbiamo avute tante, soprattutto dal secondo tempo in poi, l’Inter una sola. Sulle decisioni arbitrali, a volte quando si tratta di stabilire se c’è rigore o meno, o se è fuorigioco oppure no, le grandissime squadre vengono sempre favorite. Purtroppo la realtà è che siamo fuori dalla coppa, ma sono molto soddisfatto, non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi. A tratti sembrava che l’Inter fosse una provinciale, ci è mancato solo il gol”.
Piccola nota di colore:
Sempre in Coppa Italia, ma due anni fa, ancora un errore del Pocho dal dischetto, questa volta contro la Juventus, condannò il Napoli all'eliminazione. Per lui sono fatali, i penalty gli portano davvero male.
Ricordano tanto la sera del 1 ottobre 1986 a Tolosa, primo turno di Coppa Uefa.
Il Napoli ritorna in Europa dopo un'assenza di 4 anni, calci di rigore, c'è Maradona... il suo è quello decisivo, sulla palla è calmissimo, forse troppo, tiro... la palla va a sbattere sul palo alla destra del portiere Philippe Bergeroo, il Napoli è eliminato.
Il presidente De Laurentiis nel dopogara si complimenta con la sua squadra per la splendida prestazione contro l'Inter e nonostante l'eliminazione li gratifica con parole e fatti: "Darò alla squadra come premio la metà dell'incasso della partita di stasera. Dopo la partita sono andato negli spogliatoi a rincuorare i ragazzi, ho detto a tutti che hanno messo sotto i campioni del Mondo e che dovevano rallegrarsi per come si erano battuti in campo. Ho visto un match bellissimo, con un Napoli che ha mostrato valori umani e professionali. Devo ringraziare Mazzarri - prosegue il Presidente - che ha saputo dare a questo gruppo virtù morali oltre che tecniche. Ogni giocatore dà sempre il massimo per questa maglia incarnando esattamente la filosofia della Società. Ho incrociato il Pocho, era molto triste e così l'ho abbracciato e gli ho detto: Hai giocato benissimo, non farti un cruccio del rigore, vorrà dire che saremo ancora più forti in campionato. Domenica dovremo recuperare energie fisiche e mentali per affrontare la Sampdoria, sarà una partita dura e ci vorrà un Napoli ad alti livelli. Abbiamo ancora due competizioni importanti in cui vogliamo essere protagonisti. Io le considero due imprese da compiere: campionato ed Europa League. Se a febbraio dovessimo battere il Villarreal sarebbe ancor più affascinante la stagione. Dobbiamo restare concentrati e giocarci ogni partita come se fosse una finale".
Infine una battuta sul mercato. "Io sono coerente, ho preso un impegno innanzitutto con i miei tifosi. Punteremo su talenti che siano giovani e possano garantire alla squadra una crescita costante negli anni. Ho anche anticipato i tempi, sta per arrivare il difensore mancino più forte che si possa trovare oggi sul mercato in Europa..."
Ieri sera all'aeroporto di Capodichino si è visto lo spagnolo Victor Ruiz, questa mattina è a Castel Volturno, quartier generale della Società partenopea, per le visite mediche di rito e la firma del contratto, in serata tornerà a Barcellona dove terrà una conferenza stampa per salutare i tifosi dell'Espanyol per poi rientrare a Napoli dove domenica assisterà alla partita contro la Sampdoria dalla tribuna, sarà subito disponibile per Mazzarri già da lunedi.
Ruiz firmerà un contratto da 750mila euro a stagione fino al 30 giugno 2015. L'Espanyol, oltre al compenso economico di 6 milioni di euro, riceverà anche il cartellino a titolo definitivo del giocatore Jesus Datolo.
Il presidente del Napoli aggiunge: "Io mantengo sempre le promesse, non mi sono mai tirato indietro e non lo farò neanche a giugno. Victor Ruiz è in linea con il nostro progetto che è partito con Hamsik, Lavezzi e Cavani. Sono uno coerente e sono al servizio dei miei tifosi".
Definita la trattativa con gli spagnoli, il patron azzurro e lo staff spostano l'obiettivo su Barreto. La situazione al momento è che l'Atalanta chiede 9 milioni mentre il Napoli ne offre 7. La parola definitiva sarà del giocatore, contattato direttamente anche da Mazzarri. Ultimo tassello sarebbe il ruolo di vice Lavezzi, sfumato la pista Maccarone, la più calda è quella che porta a Mascara. Il Napoli non va oltre 1,5 milioni per un giocatore in scadenza di contratto, il Catania ne chiede uno in più.
Castellazzi, Ranocchia, l'arbitro e la dea bendata hanno dato sfoggio alle loro doti più ignote regalando i quarti di finale a chi era nell'oblio più totale.
Un grande, grandissimo Napoli si è visto nella notte di Fuorigrotta. Le occasioni per gli azzurri non si contano, si sono giocati 120 minuti praticamente a senso unico, poi la roulette dei rigori... sbaglia Lavezzi, forse il migliore in campo e finisce il sogno dalla Coppa Italia.
E' andata così, poco importa quando in campo si vede una partita come quella di mercoledi, questo è un grande Napoli, questi sono i nostri Guerrieri e non possiamo che essere fieri di loro.
Primo Tempo: Pochi minuti e l'Inter va sotto di un gol, splendida azione Lavezzi-Dossena-Cavani, il Matador non sbaglia e mette dentro, l'assistente vede un fuorigioco e la rete è annullata. Al 16' Stankovic si fa vedere in area azzurra, tiro, fuori. Al 32' cross di Dossena per Cavani che salta due uomini, ma Castellazzi in uscita anticipa tutti. Al 36' ancora Stankovic, ma De Sanctis non si fa trovare impreparato. Al 38' azione fulminante del Napoli, Cavani lancia Lavezzi che va verso la porta, dribbling e tiro a giro, Castellazzi blocca.
Al 40' uno strepitoso De Sanctis alza sulla traversa una bordata al volo di Cambiasso da tre metri e finisce il primo tempo.
Secondo tempo: Si gioca ad una sola porta, quella dell'Inter. Il Napoli padrone assoluto del campo comincia a bersagliare Castellazzi, la lista delle palle gol è infinita. Cannavaro ad un metro dalla porta devia di petto (invece che di testa) una punizione di Cavani ma il colpo è poco potente e trova la presa facile del portiere.
E' la volta di Cavani che gira di testa un cross di Campagnaro, ma è la serata di Castellazzi. Poi la palla gol colossale che potrebbe mettere ko l'Inter, Lavezzi va via a sinistra correndo come un ghepardo, cross teso e velo di Cavani, arriva Hamsik che finta su Lucio e tira di sinistro a botta sicura, l'estremo difensore neroazzurro devia alla disperata con i piedi, Hamsik riprende di testa e scavalca tutti ma arriva Ranocchia sulla linea e salva... incredibile! Finisce anche la ripresa, si va ai supplementari.
L'Inter perde completamente il fiato e le gambe, il Napoli sgretola la Beneamata anche nei supplementari.
Si comincia subito con un sinistro di Campagnaro che viene salvato da Lucio (braccio o spalla?). Poi ancora azione travolgente azzurra con Lavezzi che entra in area da solo, piazza col destro e Castellazzi fa una parata che vale un gol.
Finiscono anche i supplementari sotto un assalto furioso del Napoli. Gli azzurri sono splendidi, infiniti, emozionanti, ma la palla non entra.
Si va ai rigori che per l'Inter sono come una lotteria e si aggiugica il jackpot quando Lavezzi sbaglia l'unico rigore della serie, fuori di un soffio.
Il San Paolo resta in piedi ad applaudire i suoi eroi sfortunati.
Walter Mazzarri non riesce a mandar giù l’eliminazione dalla Coppa Italia, il tecnico azzurro comincia dalle dichiarazioni di Leonardo, che ha parlato di qualificazione meritata dei suoi: "Contiamo le palle gol fatte dall’una e dall’altra squadra, vi renderete conto di chi avrebbe meritato o meno il passaggio del turno. Noi di occasioni per segnare ne abbiamo avute tante, soprattutto dal secondo tempo in poi, l’Inter una sola. Sulle decisioni arbitrali, a volte quando si tratta di stabilire se c’è rigore o meno, o se è fuorigioco oppure no, le grandissime squadre vengono sempre favorite. Purtroppo la realtà è che siamo fuori dalla coppa, ma sono molto soddisfatto, non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi. A tratti sembrava che l’Inter fosse una provinciale, ci è mancato solo il gol”.
Piccola nota di colore:
Sempre in Coppa Italia, ma due anni fa, ancora un errore del Pocho dal dischetto, questa volta contro la Juventus, condannò il Napoli all'eliminazione. Per lui sono fatali, i penalty gli portano davvero male.
Ricordano tanto la sera del 1 ottobre 1986 a Tolosa, primo turno di Coppa Uefa.
Il Napoli ritorna in Europa dopo un'assenza di 4 anni, calci di rigore, c'è Maradona... il suo è quello decisivo, sulla palla è calmissimo, forse troppo, tiro... la palla va a sbattere sul palo alla destra del portiere Philippe Bergeroo, il Napoli è eliminato.
Il presidente De Laurentiis nel dopogara si complimenta con la sua squadra per la splendida prestazione contro l'Inter e nonostante l'eliminazione li gratifica con parole e fatti: "Darò alla squadra come premio la metà dell'incasso della partita di stasera. Dopo la partita sono andato negli spogliatoi a rincuorare i ragazzi, ho detto a tutti che hanno messo sotto i campioni del Mondo e che dovevano rallegrarsi per come si erano battuti in campo. Ho visto un match bellissimo, con un Napoli che ha mostrato valori umani e professionali. Devo ringraziare Mazzarri - prosegue il Presidente - che ha saputo dare a questo gruppo virtù morali oltre che tecniche. Ogni giocatore dà sempre il massimo per questa maglia incarnando esattamente la filosofia della Società. Ho incrociato il Pocho, era molto triste e così l'ho abbracciato e gli ho detto: Hai giocato benissimo, non farti un cruccio del rigore, vorrà dire che saremo ancora più forti in campionato. Domenica dovremo recuperare energie fisiche e mentali per affrontare la Sampdoria, sarà una partita dura e ci vorrà un Napoli ad alti livelli. Abbiamo ancora due competizioni importanti in cui vogliamo essere protagonisti. Io le considero due imprese da compiere: campionato ed Europa League. Se a febbraio dovessimo battere il Villarreal sarebbe ancor più affascinante la stagione. Dobbiamo restare concentrati e giocarci ogni partita come se fosse una finale".
Infine una battuta sul mercato. "Io sono coerente, ho preso un impegno innanzitutto con i miei tifosi. Punteremo su talenti che siano giovani e possano garantire alla squadra una crescita costante negli anni. Ho anche anticipato i tempi, sta per arrivare il difensore mancino più forte che si possa trovare oggi sul mercato in Europa..."
Ieri sera all'aeroporto di Capodichino si è visto lo spagnolo Victor Ruiz, questa mattina è a Castel Volturno, quartier generale della Società partenopea, per le visite mediche di rito e la firma del contratto, in serata tornerà a Barcellona dove terrà una conferenza stampa per salutare i tifosi dell'Espanyol per poi rientrare a Napoli dove domenica assisterà alla partita contro la Sampdoria dalla tribuna, sarà subito disponibile per Mazzarri già da lunedi.
Ruiz firmerà un contratto da 750mila euro a stagione fino al 30 giugno 2015. L'Espanyol, oltre al compenso economico di 6 milioni di euro, riceverà anche il cartellino a titolo definitivo del giocatore Jesus Datolo.
Il presidente del Napoli aggiunge: "Io mantengo sempre le promesse, non mi sono mai tirato indietro e non lo farò neanche a giugno. Victor Ruiz è in linea con il nostro progetto che è partito con Hamsik, Lavezzi e Cavani. Sono uno coerente e sono al servizio dei miei tifosi".
Definita la trattativa con gli spagnoli, il patron azzurro e lo staff spostano l'obiettivo su Barreto. La situazione al momento è che l'Atalanta chiede 9 milioni mentre il Napoli ne offre 7. La parola definitiva sarà del giocatore, contattato direttamente anche da Mazzarri. Ultimo tassello sarebbe il ruolo di vice Lavezzi, sfumato la pista Maccarone, la più calda è quella che porta a Mascara. Il Napoli non va oltre 1,5 milioni per un giocatore in scadenza di contratto, il Catania ne chiede uno in più.
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