Grande festa a Napoli per il 52esimo compleanno del EL DIEZ
di Marcello Longarzo
Diego Armando Maradona compie oggi 52 anni, il Pibe de Oro è nato il 30 ottobre 1960 a Lanús in Argentina. Maradona ha rappresentato la bandiera azzurra dal 1984 al 1991, con la maglia del Napoli ha collezionato 115 goal in 259 presenze vincendo due scudetti, una coppa Uefa, una coppa Italia ed una supercoppa Italiana.
A Maradona vanno gli auguri di SSC NAPOLI BLOG
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30 ottobre 2012
Auguri a Diego Armando Maradona
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3 maggio 2012
Auguri a Ezequiel Lavezzi
Cena argentina a Marechiaro per il 27° compleanno del Pocho
di Marcello Longarzo
Dopo l'allenamento a Castel Volturno del pomeriggio, grande festa nella villa di Ezequiel Lavezzi a Posillipo, con la squadra azzurra al completo.
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20 novembre 2011
Prima del City il Napoli ricorda la madre del Pibe de Oro
Non c'è tempo per pensare ai due punti perduti con le aquile laziali, non c'è tempo per rivedere la posizione dell'attacco azzurro al momento del gol del vantaggio, non c'è tempo per nulla poichè al San Paolo dopo l'uscita dell' ex arriverà stasera il Manchester City.
E' un nuovo appuntamento con la storia quello che martedì sera allo stadio di Fuorigrotta, il Napoli e i suoi tifosi non possono perdersi. Un solo risultato è utile, a questo punto, per continuare a sognare l'asinello che vola verso un ottavo di finale di Champions League. Volere è potere e, nel caso dei partenopei, non sono le motivazioni di certo quelle che mancheranno. Basti pensare, solo per un attimo, a quanto è stato seminato e raccolto sul manto erboso del tempio del calcio napoletano.
Dalla serie C alla serie A, da matricola che umilmente riprende a calcare i primi campi del massimo campionato ad alternativa per il ruolo di capolista, fino a ritagliarsi il meritato posto nel girone dei campioni. Molto è stato fatto e ancora tanto può essere raccolto sul prato verde dove una volta correvano veloci le speranza azzurre con tanti protagonisti pronti a raccogliere il testimone dell'illustre predecessore. Nel momento della preparazione c'è però anche quello del ricordo. «È il mio amore più grande», così Diego Armando Maradona aveva tempo fa descritto l'affetto per la madre, Dalma Salvadora Franco, che si è spenta a 81 anni in una clinica a Buenos Aires.
Centinaia di tifosi di Diego hanno scritto messaggi sui social network
per essere vicino al Pibe de Oro ed ex allenatore della Selección. Maradona ha lasciato il suo Napoli che vinceva campionati e coppa Uefa da molto tempo, ma le imprese del campione argentino restano scolpite nella memoria e nel cuore di tutti gli appassionati del calcio, non solo dei tifosi del Napoli. Rammentare il glorioso passato del talento è un modo per essere vicino all'uomo che oggi ha perduto sua madre. Diego, 51 anni, è il quinto degli otto figli allevati con amore da "Mamma Tota".
Dopo il momento del ricordo giungerà poi quello della gara, come a voler riprendere il percorso intrapreso da quella MaGiCa del Napoli che si era avventurata per a prima volta nella Coppa dei Campioni.
L'arbitro sloveno Damir Skomina dirigerà Napoli - Manchester City, la partita che assume il valore della sfida decisiva. 51 mila i biglietti venduti per la gara di martedì.
Quando saranno messi in vendita gli ultimi 5mila tagliandi disponibili potrebbe arrivare il tutto esaurito in uno stadio che riconfermerà di essere uno dei più grandi templi del calcio d'Italia. Poco importa dunque quello che non si è fatto, o potuto fare, nell'ultimo match di campionato. I punti perduti in serie A, con un lungo calendario ancora da affrontare, possono sempre essere recuperati.
Adesso il solo obiettivo nella mente di allenatori e calciatori è giocare per scrivere in campo una nuova pagina della storia della Società Sportiva Calcio Napoli.
E' un nuovo appuntamento con la storia quello che martedì sera allo stadio di Fuorigrotta, il Napoli e i suoi tifosi non possono perdersi. Un solo risultato è utile, a questo punto, per continuare a sognare l'asinello che vola verso un ottavo di finale di Champions League. Volere è potere e, nel caso dei partenopei, non sono le motivazioni di certo quelle che mancheranno. Basti pensare, solo per un attimo, a quanto è stato seminato e raccolto sul manto erboso del tempio del calcio napoletano.
Dalla serie C alla serie A, da matricola che umilmente riprende a calcare i primi campi del massimo campionato ad alternativa per il ruolo di capolista, fino a ritagliarsi il meritato posto nel girone dei campioni. Molto è stato fatto e ancora tanto può essere raccolto sul prato verde dove una volta correvano veloci le speranza azzurre con tanti protagonisti pronti a raccogliere il testimone dell'illustre predecessore. Nel momento della preparazione c'è però anche quello del ricordo. «È il mio amore più grande», così Diego Armando Maradona aveva tempo fa descritto l'affetto per la madre, Dalma Salvadora Franco, che si è spenta a 81 anni in una clinica a Buenos Aires.
Dopo il momento del ricordo giungerà poi quello della gara, come a voler riprendere il percorso intrapreso da quella MaGiCa del Napoli che si era avventurata per a prima volta nella Coppa dei Campioni.
L'arbitro sloveno Damir Skomina dirigerà Napoli - Manchester City, la partita che assume il valore della sfida decisiva. 51 mila i biglietti venduti per la gara di martedì.
Quando saranno messi in vendita gli ultimi 5mila tagliandi disponibili potrebbe arrivare il tutto esaurito in uno stadio che riconfermerà di essere uno dei più grandi templi del calcio d'Italia. Poco importa dunque quello che non si è fatto, o potuto fare, nell'ultimo match di campionato. I punti perduti in serie A, con un lungo calendario ancora da affrontare, possono sempre essere recuperati.
Adesso il solo obiettivo nella mente di allenatori e calciatori è giocare per scrivere in campo una nuova pagina della storia della Società Sportiva Calcio Napoli.
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8 ottobre 2011
Weekend di stop per la Serie A
Stop della serie A nel weekend, per gli impegni delle nazionali, otto saranno gli azzurri impegnati in tale disciplina. Al di là dell'oceano si giocano le qualificazioni ai Mondiali per Brasile 2014.
Cavani e Gargano impegnati in Uruguay - Bolivia
Zuniga in Colombia - Cile
e Fernandez in Argentina - Bolivia
Nel vecchio continente invece spazio alle qualificazioni agli Europei in Polonia del 2012.
De Sanctis è Maggio sono reduci dal pareggio di ieri dell'Italia contro la Serbia per 1-1
Hamsik impegnato in Russia - Slovacchia
e Inler in Svizzera - Galles
Il resto del gruppo è invece a Castel Volturno agli ordini del tecnico Walter Mazzarri, ad esclusione dei quattro convalescenti: Britos, Donadel, Dzemaili e Pandev.
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28 settembre 2011
Due gol nella rete della storia al San Paolo
Ventuno
anni di attesa per scrivere con inchiostro d’orgoglio partenopeo, su una carta
di terminazione azzurra, una nuova pagina della storia del Napoli in Europa.
La pazienza ha premiato il popolo dei tifosi napoletani, che per decenni ha atteso il ritorno della loro squadra del cuore nel girone delle candidate al trofeo dalle grandi orecchie. Se con la mente si torna alla vecchia Coppa dei Campioni i pensieri indugiano su un talento argentino dal piede d’oro, che faceva battere il cuore dei sostenitori in curva al ritmo del “Soldato innamorato”. Oggi è ancora la voglia di vincere di un argentino, come un profetico segno del destino, a trascinare la compagine azzurra verso la vittoria con la ricca colonia sudamericana ormai ben integrata nel gruppo.
Una vittoria che schiaccia ogni pronostico, annienta le perplessità e consegna di fatto il premio di rivelazione del proprio girone alla squadra allenata da Walter Mazzarri. Importante il secondo risultato positivo, che fa salire a quattro punti il bottino del Napoli in Champions, ma da sottolineare sono i grandi passi in avanti fatti dai protagonisti in campo.
Ezequiel Lavezzi, di certo inferiore come tecnica al suo illustre predecessore Diego Armando Maradona, ha avuto il merito di imparare dagli errori commessi nel passato. La crescita del Pocho, che al suo sbarco nel porto di Napoli aveva solo tanta velocità e poca precisione, è la seconda vittoria del tecnico toscano che a Napoli sta dimostrando la compattezza e affidabilità del suo modulo. Lavezzi ha imparato a lavorare per la squadra, mettendo da parte il protagonismo. L’argentino ha capito che, per il bene della squadra, è necessario servire di più e con maggiore precisione il partner di reparto, invece di sciupare l’azione con velleitari tiri dalla distanza. Un assist vincente e un rigore procurato sono la prova tangibile che il piccolo sudamericano ha superato il suo esame in Champions League.
Resta solo un po’ di amarezza per il Matador che crolla sul manto erboso del San Paolo e troppi gialli, quelli estratti dagli arbitri, che iniziano a pesare sui difensori. Edison Cavani che esce zoppicando dal rettangolo di gioco non è l’immagine che i tifosi volevano vedere, ma un giocatore dalla media di un gol a partita sarà sempre bersaglio dei rocciosi difensori dal piede tutt’altro che delicato. E’ il momento di stringere i denti, di dosare accuratamente le forze e di continuare a seguire i consigli di un allenatore dall’accento toscano. Bisogna però guardare il bicchiere mezzo pieno e nello stadio di Fuorigrotta riecheggia ancora una volta la colonna sonora dei campioni. Questa è già una vittoria.Quando si può contare su uno stadio gremito di sostenitori, una grande storia calcistica alle spalle e un cuore che batte sotto una maglia azzurra ogni impresa diventa possibile. Per continuare a scrivere tante pagine della storia in Europa a questo Napoli occorre solo intelligenza tattica e un pizzico di fantasia argentina.
La pazienza ha premiato il popolo dei tifosi napoletani, che per decenni ha atteso il ritorno della loro squadra del cuore nel girone delle candidate al trofeo dalle grandi orecchie. Se con la mente si torna alla vecchia Coppa dei Campioni i pensieri indugiano su un talento argentino dal piede d’oro, che faceva battere il cuore dei sostenitori in curva al ritmo del “Soldato innamorato”. Oggi è ancora la voglia di vincere di un argentino, come un profetico segno del destino, a trascinare la compagine azzurra verso la vittoria con la ricca colonia sudamericana ormai ben integrata nel gruppo.
Una vittoria che schiaccia ogni pronostico, annienta le perplessità e consegna di fatto il premio di rivelazione del proprio girone alla squadra allenata da Walter Mazzarri. Importante il secondo risultato positivo, che fa salire a quattro punti il bottino del Napoli in Champions, ma da sottolineare sono i grandi passi in avanti fatti dai protagonisti in campo.
Ezequiel Lavezzi, di certo inferiore come tecnica al suo illustre predecessore Diego Armando Maradona, ha avuto il merito di imparare dagli errori commessi nel passato. La crescita del Pocho, che al suo sbarco nel porto di Napoli aveva solo tanta velocità e poca precisione, è la seconda vittoria del tecnico toscano che a Napoli sta dimostrando la compattezza e affidabilità del suo modulo. Lavezzi ha imparato a lavorare per la squadra, mettendo da parte il protagonismo. L’argentino ha capito che, per il bene della squadra, è necessario servire di più e con maggiore precisione il partner di reparto, invece di sciupare l’azione con velleitari tiri dalla distanza. Un assist vincente e un rigore procurato sono la prova tangibile che il piccolo sudamericano ha superato il suo esame in Champions League.
Resta solo un po’ di amarezza per il Matador che crolla sul manto erboso del San Paolo e troppi gialli, quelli estratti dagli arbitri, che iniziano a pesare sui difensori. Edison Cavani che esce zoppicando dal rettangolo di gioco non è l’immagine che i tifosi volevano vedere, ma un giocatore dalla media di un gol a partita sarà sempre bersaglio dei rocciosi difensori dal piede tutt’altro che delicato. E’ il momento di stringere i denti, di dosare accuratamente le forze e di continuare a seguire i consigli di un allenatore dall’accento toscano. Bisogna però guardare il bicchiere mezzo pieno e nello stadio di Fuorigrotta riecheggia ancora una volta la colonna sonora dei campioni. Questa è già una vittoria.Quando si può contare su uno stadio gremito di sostenitori, una grande storia calcistica alle spalle e un cuore che batte sotto una maglia azzurra ogni impresa diventa possibile. Per continuare a scrivere tante pagine della storia in Europa a questo Napoli occorre solo intelligenza tattica e un pizzico di fantasia argentina.
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15 agosto 2011
Cristian Gabriel Chavez, pronto a vestire la maglia del Napoli.
Il nuovo colpo di mercato del Napoli arriva dall'Argentina e porta il nome di Cristian Gabriel Chávez.
La notizia arriva dalla riunione straordinaria di questa mattina da parte dalla dirigenza del San Lorenzo, a giorni dovrebbe essere ufficializzato l'acquisto e presentato alla stampa.
Chavez (Lomas de Zamora, 4 giugno 1987) è un calciatore argentino, attaccante del San Lorenzo, ex squadra del Pocho, mancino, molto duttile e da un profilo interessante, gioca prevalentemente nel ruolo di ala o esterno offensivo di fascia sinistra.
Ha esordito nel 2008 in prima squadra per poi passare in prestito nel 2009 al Godoy Cruz e nel 2010 all'Atlético Tucumán, in Primera B Nacional.
Il suo soprannome è "Negro" per il colorito della sua pelle.
L'attaccante, classe '87 è uno degli assistiti del gruppo di impresari Rossetto/Mazzoni, gli agenti di Ezequiel Lavezzi, che rappresentano un punto di riferimento degli azzurri in Argentina, loro è stata anche l'intermediazione per l´affare di Federico Fernandez.
Considerando che Chavez è una sorpresa in quanto arriva dalla Serie B, i talent scout del Napoli si giocano gran parte della loro credibilità.
La stampa sudamericana ha fornito i dettagli dell'operazione e rilasciato le prime dichiarazioni del calciatore.
Secondo quanto si apprende, il costo complessivo sarà di circa 3 milioni di euro (cartellino + clausola rescissoria) per un contratto quadriennale.
Queste le prime parole del neo acquisto: "Sapevo da tempo che c’era questa possibilità, erano due anni che gli osservatori del Napoli mi seguivano, ora però hanno deciso di puntare su di me fin da subito occupando un posto da extracomunitario. Sono felicissimo, è un regalo arrivato dalla mia esperienza dell’anno passato con l’Atletico Tucuman (11 gol in 25 presenze). E' l’occasione della mia vita, partirò questa settimana e finalmente potrò giocare con il mio idolo, Lavezzi. Non ho paura di questa avventura, sono deciso a fare del mio meglio".
Il Club Atlético San Lorenzo de Almagro e l’allenatore Omar Asad, avrebbero intenzione di trattenere con se il giocatore almeno fino a dicembre, mese in cui si concluderà il campionato di Apertura argentino.
La notizia arriva dalla riunione straordinaria di questa mattina da parte dalla dirigenza del San Lorenzo, a giorni dovrebbe essere ufficializzato l'acquisto e presentato alla stampa.
Chavez (Lomas de Zamora, 4 giugno 1987) è un calciatore argentino, attaccante del San Lorenzo, ex squadra del Pocho, mancino, molto duttile e da un profilo interessante, gioca prevalentemente nel ruolo di ala o esterno offensivo di fascia sinistra.
Ha esordito nel 2008 in prima squadra per poi passare in prestito nel 2009 al Godoy Cruz e nel 2010 all'Atlético Tucumán, in Primera B Nacional.
Il suo soprannome è "Negro" per il colorito della sua pelle.
L'attaccante, classe '87 è uno degli assistiti del gruppo di impresari Rossetto/Mazzoni, gli agenti di Ezequiel Lavezzi, che rappresentano un punto di riferimento degli azzurri in Argentina, loro è stata anche l'intermediazione per l´affare di Federico Fernandez.
Considerando che Chavez è una sorpresa in quanto arriva dalla Serie B, i talent scout del Napoli si giocano gran parte della loro credibilità.
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Secondo quanto si apprende, il costo complessivo sarà di circa 3 milioni di euro (cartellino + clausola rescissoria) per un contratto quadriennale.
Queste le prime parole del neo acquisto: "Sapevo da tempo che c’era questa possibilità, erano due anni che gli osservatori del Napoli mi seguivano, ora però hanno deciso di puntare su di me fin da subito occupando un posto da extracomunitario. Sono felicissimo, è un regalo arrivato dalla mia esperienza dell’anno passato con l’Atletico Tucuman (11 gol in 25 presenze). E' l’occasione della mia vita, partirò questa settimana e finalmente potrò giocare con il mio idolo, Lavezzi. Non ho paura di questa avventura, sono deciso a fare del mio meglio".
Il Club Atlético San Lorenzo de Almagro e l’allenatore Omar Asad, avrebbero intenzione di trattenere con se il giocatore almeno fino a dicembre, mese in cui si concluderà il campionato di Apertura argentino.
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Talent scout
18 dicembre 2010
Il difensore argentino Fernandez è in arrivo al Napoli.
Il mercato riapre tra una decina di giorni, ma giocare d’anticipo è un vantaggio non da poco.
Federico Fernandez può accomodarsi per le foto di rito a Castel Volturno, è ufficialmente un giocatore del Napoli.
La società azzurra ha raggiunto l'accordo con il difensore centrale argentino e con l'Estudiantes. Fernandez, soprannominato "Flaco" ha 21 anni ed è alto 193 cm, arriverà in azzurro a giugno, dopo aver giocato il Clausura e la Coppa Libertadores con la sua attuale squadra.
Un si che suggella un amore a prima vista è un contratto quinquennale fino al 2016.
Al presidente De Laurentiis è costato tre milioni di euro, decisivo nell'operazione è stato Maurizio Micheli, il talent scout partenopeo spedito in Sud America per chiudere la trattativa da vicino e che ha riferito: "Missione compiuta".
Un si che conduce il calciatore argentino dritto in Paradiso, nell'olimpo del calcio, in quel club che, spiato da Buenos Aires è il più amato al mondo perchè è il club di Diego Armando Maradona.
Federico Fernandez è atterrato ieri a Roma, dove ha incontrato Riccardo Bigon con il quale si è recato a Villa Stuart per le visite mediche prima dell'annuncio ufficiale e della presentazione alla stampa. Ha discusso a lungo con i manager per trovare un’intesa sull’esecuitivà del trasferimento per il prossimo giugno. Firmerà in giornata, prima di fare un salto a Napoli dove è atteso nelle prossime ore. Probabilmente siederà in tribuna per la sfida contro il Lecce di domenica allo stadio San Paolo e ripartirà in serata con la maglia azzurra cucita "virtualmente" addosso.
Federico Fernandez è il primo degli acquisti promessi dal presidente De Laurentiis nella conferenza stampa di fine anno.
Federico Fernandez può accomodarsi per le foto di rito a Castel Volturno, è ufficialmente un giocatore del Napoli.
La società azzurra ha raggiunto l'accordo con il difensore centrale argentino e con l'Estudiantes. Fernandez, soprannominato "Flaco" ha 21 anni ed è alto 193 cm, arriverà in azzurro a giugno, dopo aver giocato il Clausura e la Coppa Libertadores con la sua attuale squadra.
Un si che suggella un amore a prima vista è un contratto quinquennale fino al 2016.
Al presidente De Laurentiis è costato tre milioni di euro, decisivo nell'operazione è stato Maurizio Micheli, il talent scout partenopeo spedito in Sud America per chiudere la trattativa da vicino e che ha riferito: "Missione compiuta".
Un si che conduce il calciatore argentino dritto in Paradiso, nell'olimpo del calcio, in quel club che, spiato da Buenos Aires è il più amato al mondo perchè è il club di Diego Armando Maradona.
Federico Fernandez è atterrato ieri a Roma, dove ha incontrato Riccardo Bigon con il quale si è recato a Villa Stuart per le visite mediche prima dell'annuncio ufficiale e della presentazione alla stampa. Ha discusso a lungo con i manager per trovare un’intesa sull’esecuitivà del trasferimento per il prossimo giugno. Firmerà in giornata, prima di fare un salto a Napoli dove è atteso nelle prossime ore. Probabilmente siederà in tribuna per la sfida contro il Lecce di domenica allo stadio San Paolo e ripartirà in serata con la maglia azzurra cucita "virtualmente" addosso.
Federico Fernandez è il primo degli acquisti promessi dal presidente De Laurentiis nella conferenza stampa di fine anno.
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