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10 ottobre 2011

Napoli, vinci il gran premio con le piccole


Il Gran Premio contro le milanesi il bolide azzurro di Mazzarri lo ha già vinto. Adesso resta solo il test in pista con le piccole. Il Napoli si prepara per continuare la difficile corsa in campionato con l’obiettivo di stupire dal momento che, all’inizio della stagione, non era certo candidato alle prime posizioni come il neo campione di Formula 1 Vettel.


Il  Parma sarà l’ennesimo importante test per il gruppo di capitan Cannavaro. Spinta dall’entusiasmo di tante vittorie, che hanno confermato la sua affidabilità, la creatura progettata da patron Aurelio De Laurentiis è pronta a ripartire con tutti i pezzi che aveva perso. Torna Edison Cavani, che nel frattempo ha giocato e vinto la sua gara contro l’infortunio, mentre Donadel e Dzemaili faranno di tutto per mettere in difficoltà Mazzarri nella scelta del centrocampo titolare.


Unico assente Goran Pandev che continua a lavorare per ritrovare la forma migliore. I macedone, indirettamente, apre le porte della scuderia azzurra a Mascara e Lucarelli. L’ex fantasista del Catania, infatti, pregusta già uno dei suoi gol impossibili nello stadio di Maradona e il bomber di Livorno non smetterà mai di chiedere una nuova chance al tecnico. La compagine di Parma, che solo sulla carta è inferiore ai napoletani, giungerà nello stadio di Fuorigrotta alla ricerca di preziosi punti per la classifica.


Dall’altra parte, in quella curva  B dove veloci corrono le emozioni e restano indelebilmente scolpite nella memoria dei tifosi, ci saranno le attese di un popolo sportivo tutt’altro che sazio di risultati positivi. Non mancano le motivazioni per conquistare i tre punti, dall’una e dall’altra parte, mentre i giocatori del Napoli confermano che giocare in azzurro, quello della Nazionale, è ulteriore motivo per far bene. C’è infatti lo scugnizzo Insigne che continua a interessare tanti club desiderosi di puntare sul talento partenopeo. Da non trascurare sono le continue conferme di Cristian Maggio, che continua a spingere sull’acceleratore correndo sulla fascia assegnatagli da Prandelli. Sarebbe meglio, in questo momento, non guardare il calendario per evitare il rischio di demoralizzarsi. E’ bene giocare prima i 90 minuti contro il Parma della “Formica Atomica” e poi pensare ad affrontare il colosso Bayern Monaco.


Nessuna corsa è impossibile da vincere quando si può contare su un team affidabile, che lavora giorno dopo giorno per raggiungere la vittoria. Valore aggiunto per questo Napoli, come lo è sempre stato in passato, è lo stadio San Paolo. Non c’è squadra in grado di calpestare il manto erboso di Fuorigrotta senza notare la passione di un pubblico che poche piazze al Sud possono vantare. Lo stesso vale per la Vecchia Signora che nel frattempo continuerà la sua corsa fino a incrociarsi ancora una volta con il Napoli. Indubbio il vantaggio di non dover giocare la Champions League, che sottrae molte forze, ma gli azzurri possono sempre tornare sul mercato. L’occhio di Bigon non smette mai di osservare i possibili rinforzi, tanti i nomi che circolano, con Mazzarri pronto a ringraziare per ogni aiuto che arriverà. I tifosi corrono ai botteghini, Mazzarri si affretta nel disegnare la formazione anti Parma e il Napoli sfreccia verso un nuovo traguardo.

28 settembre 2011

Due gol nella rete della storia al San Paolo


Ventuno anni di attesa per scrivere con inchiostro d’orgoglio partenopeo, su una carta di terminazione azzurra, una nuova pagina della storia del Napoli in Europa.


La pazienza ha premiato il popolo dei tifosi napoletani, che per decenni ha atteso il ritorno della loro squadra del cuore nel girone delle candidate al trofeo dalle grandi orecchie. Se con la mente si torna alla vecchia Coppa dei Campioni i pensieri indugiano su un talento argentino dal piede d’oro, che faceva battere il cuore dei sostenitori in curva al ritmo del “Soldato innamorato”. Oggi è ancora la voglia di vincere di un argentino, come un profetico segno del destino, a trascinare la compagine azzurra verso la vittoria con la ricca colonia sudamericana ormai ben integrata nel gruppo.


Una vittoria che schiaccia ogni pronostico, annienta le perplessità e consegna di fatto il premio di rivelazione del proprio girone alla squadra allenata da Walter Mazzarri. Importante il secondo risultato positivo, che fa salire a quattro punti il bottino del Napoli in Champions, ma da sottolineare sono i grandi passi in avanti fatti dai protagonisti in campo.


Ezequiel Lavezzi, di certo inferiore come tecnica al suo illustre predecessore Diego Armando Maradona, ha avuto il merito di imparare dagli errori commessi nel passato. La crescita del Pocho, che al suo sbarco nel porto di Napoli aveva solo tanta velocità e poca precisione, è la seconda vittoria del tecnico toscano che a Napoli sta dimostrando la compattezza e affidabilità del suo modulo. Lavezzi ha imparato a lavorare per la squadra, mettendo da parte il protagonismo. L’argentino ha capito che, per il bene della squadra, è necessario servire di più e con maggiore precisione il partner di reparto, invece di sciupare l’azione con velleitari tiri dalla distanza. Un assist vincente e un rigore procurato sono la prova tangibile che il piccolo sudamericano ha superato il suo esame in Champions League.


Resta solo un po’ di amarezza per il Matador che crolla sul manto erboso del San Paolo e troppi gialli, quelli estratti dagli arbitri, che iniziano a pesare sui difensori. Edison Cavani che esce zoppicando dal rettangolo di gioco non è l’immagine che i tifosi volevano vedere, ma un giocatore dalla media di un gol a partita sarà sempre bersaglio dei rocciosi difensori dal piede tutt’altro che delicato. E’ il momento di stringere i denti, di dosare accuratamente le forze e di continuare a seguire i consigli di un allenatore dall’accento toscano. Bisogna però guardare il bicchiere mezzo pieno e nello stadio di Fuorigrotta riecheggia ancora una volta la colonna sonora dei campioni. Questa è già una vittoria.Quando si può contare su uno stadio gremito di sostenitori, una grande storia calcistica alle spalle e un cuore che batte sotto una maglia azzurra ogni impresa diventa possibile. Per continuare a scrivere tante pagine della storia in Europa a questo Napoli occorre solo intelligenza tattica e un pizzico di fantasia argentina.