Era partito senza il favore dei pronostici e condannato nel
girone della morte. Dopo 21 anni di attesa il ritorno tra i campioni non è
stato tra i più semplici, ma questo Napoli ha combattuto alla pari con i
corsari inglesi, sfidato la fantasia spagnola e lottato con onore con il colosso
tedesco.
Una vittoria e due pareggi a testa alta è il bilancio positivo. L’ultimo punto ottenuto sul manto erboso
di uno stadio gremito di tifosi azzurri, che superano record d’incassi e sono
testimoni ancora una volta di una partita pezzo di storia del Calcio Napoli .
Una squadra che, dopo ogni colpo ricevuto, ha l’umiltà di rialzarsi e tornare in
avanti alla ricerca del gol che vale il pareggio. Il secondo pari nel
girone vale tanto quanto l’oro. Ma qual è quello di Napoli? La vera
ricompensa per il tifoso è fargli assistere a una partita dopo la squadra
azzurra non si risparmia e non getta mai la spugna.

Questo è il Napoli di
Walter Mazzarri, una compagine che a piccoli passi sta continuando il suo
cammino in Champions League, mentre lotta gomito a gomito con i più
titolati e blasonati avversari. Non è stato però il caso a far entrare quel
pallone nella rete di Neuer, ma la forza di volontà di un gruppo che non si è
mai arreso. Sulla coscienza restano solo
qualche giallo di troppo, ma al Napoli niente altro può essere rimproverato
poiché non ha permesso a nessuno, fino a questo momento, di potersi fregiare di
una vittoria ai suoi danni. Un dato che deve far riflettere e inorgoglire una
piazza che vive, respira e beve calcio spettacolo da ormai molti anni. Dalla
serie C alla Champions League i tifosi del Napoli sono sempre lì, in quella
curva B che dona emozioni uniche al mondo.

Del Manchester City spaventava la
tecnica dei calciatori e del Bayern Monaco l’esperienza in più di una squadra
abituata da tempo a calcare i campi d’Europa. Ogni partita, però, ha una storia
a se stessa. Dopo queste prime tre gare di Champions difficilmente
qualche avversario in futuro commetterà l’errore di sottovalutare il Napoli.
A Castel
Volturno il tecnico toscano ha preparato bene le tattiche da adottare a
Fuorigrotta, con i giocatori che non deludono ogni qual volta sono chiamati in
causa. I tedeschi hanno creato una gabbia intorno al Matador, cercando di
bloccare la macchina da gol partenopea, ma l’erede di Careca è affiancato da
colleghi che sono altrettanto pericolosi.

Da sottolineare i continui
miglioramenti di Lavezzi, la cui velocità è sempre più al servizio della
squadra, le giocate mai fine a se stesse di Hamsik e un Zuniga che segue
l’esempio dei compagni di squadra. L’urlo dei tifosi ha riecheggiato al San
Paolo anche grazie a un portiere. Un ruolo troppe volte sottovalutato, ma che a
volte può essere determinante quando a difendere i pali c’è un giocatore
d’esperienza. E’ il caso di un veterano dell’area piccola, un estremo difensore
che ha sfidato il rigorista tedesco fino all’ultimo istante prima di intuire
l’angolo nel quale la sfera era indirizzata. Morgan De Sanctis ha regalato un
punto d’oro al Napoli afferrando il pallone tra le sue braccia. Quando 11
elementi lottano senza tregua per difendere il risultato tutto diventa prezioso
come l’orgoglio, la forza di volontà e l’amore per il calcio. Anche questo è
“l’Oro di Napoli”